FIDENZA
La presenza del cinghiale nel territorio fidentino non è certo un mistero. Interessa sia la zona collinare che quella di pianura e la presenza di questi animali sembra farsi sempre più massiccia.
I problemi non mancano: ne sono un esempio gli incidenti stradali avvenuti nella zona di Rimale, lungo la via Emilia, ma anche in autostrada, tra Fidenza e Fiorenzuola.
Ci sono state poi le recenti segnalazioni di problematiche avvenute nella zona di Cabriolo e, in più occasioni, cinghiali sono stati anche visti, e fotografati, di notte, nella zona del Marconi Park, quindi nelle immediate prossimità del centro cittadino. Ma diverse segnalazioni arrivano anche dalla campagna, in particolare dalla zona di Chiusa Ferranda e Chiusa Viarola, Bastelli, Castione Marchesi e Rimale. Infatti diversi sono gli appezzamenti agricoli in cui questi ungulati, con il loro passaggio, lasciano tracce evidenti e danni.
E’ noto infatti che i cinghiali si muovono generalmente in branco e grufolano nei terreni, creando buche e mettendo a «soqquadro» gli appezzamenti, anche quelli coltivati.
Anche questo tipo di problema sembra essersi intensificato, con danni al mondo agricolo che già patisce le conseguenze date dalla siccità e dal rincaro di energia e carburanti. Per questo, da più parti, si chiede che vengano decise contromisure a tutela dei danni causati dai cinghiali. Tra i primi e più semplici accorgimenti da attuare, come indicano anche gli esperti, bisogna evitare di attirare i cinghiali fuori dai boschi con depositi incustoditi di scarti vegetali, alimentari e letame ed è bene eliminare sterpaglie e rovi nei luoghi incolti presso le zone fortemente urbanizzate.
Paolo Panni
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