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Solidarietà

Da Parma due ambulanze per l'Ucraina ferita

29 Marzo 2022, 03:01

Fa niente che le scritte siano ancora in italiano o che le sirene possano suonare strano a chi le ascolterà. Da più di un mese troppi sono gli allarmi che annunciano piogge di missili e bombe: le loro, invece, sono le sirene della vita che resiste, della speranza. A bordo di una bisarca, venerdì due ambulanze sono partite da Parma per l’Ucraina: domenica erano a Leopoli e ora «il più all’interno possibile del Paese, dove più c’è bisogno», pronte a correre sulle loro ruote per salvare vite. Fin dall’inizio del conflitto, volevano comprare un’ambulanza per la loro terra ferita: lo slancio e la condivisione sono stati tali che i volontari della parrocchia ucraina (ospite della chiesa di San Rocco di via Università) ne hanno inviato due ai connazionali sotto attacco. Strumenti preziosi sempre, figuriamoci ora.

Il loro acquisto è stato reso possibile grazie, oltre che all’impegno degli ideatori della spedizione, alla generosità dei donatori (parmigiani e ucraini) e di Luca Quintavalli, titolare della Olmedo di Bibbiano, leader nel settore ambulanze e veicoli per il trasporto disabili. «Disponibilità che, grazie a un forte sconto, ha permesso di acquistare due ambulanze al posto di una» racconta Ruslana Semko, una delle volontarie che hanno seguito da vicino la compravendita. Lei, medico pediatra, oltre al cuore ci ha messo l’occhio professionale, affiancata anche da amici italiani della Croce rossa che su veicoli di questo tipo trascorrono buona parte del tempo libero. Dietro questa operazione c'è un bel lavoro di squadra.

«C’è tutto quel che serve perché i mezzi siano subito operativi: l’azienda ci ha donato anche due barelle spinali, quanto mai utili purtroppo in certi contesti» assicura Ruslana. Si è fatto tutto il possibile perché le ambulanze prendessero al più presto la strada per la loro destinazione finale. In due giorni, Francesco Scotti, agente della Olmedo, è riuscito a sbrigare le intricate pratiche burocratiche per il viaggio. Intanto, lavorando fino a tarda sera, meccanici italiani e ucraini hanno revisionato da cima a fondo i veicoli omologati per l’Italia e preparati per l’espatrio.

Ora si può dire che i 290mila chilometri dichiarati dai tachimetri corrispondano piuttosto a un valoroso rodaggio. Lo standard è già migliore di quello medio dei mezzi di soccorso ucraini in tempo di pace... «Ci tenevamo a dare il nostro contributo anche su questo fronte. Ci aspettiamo che le ambulanze facciano ancora parecchia strada per chi ne ha tanto bisogno» aggiunge Maria Cholovska, ucraina di Parma a sua volta coinvolta nell’operazione. Strada che si aggiungerà a quella percorsa dai quattro autotreni e dagli otto furgoni di aiuti già spediti dai volontari di via Zanardelli verso Leopoli e Kiev. Altri seguiranno.

«Il nostro impegno continua - sottolinea Maria -. E ci tengo a ringraziare i numerosi parmigiani che ci sono vicini. Anche grazie a loro siamo riusciti a raccogliere denaro per l’acquisto di tanti generi di prima necessità». La guerra prosegue, purtroppo, e dell'aiuto di tutti c’è ancora bisogno. «Per questo continuiamo a lavorare sodo – dice Maria Cholovska – in via Zanardelli 31». Aperto il venerdì e il sabato, con orario continuato dalle 9 alle 18, il centro di raccolta pro Ucraina sta organizzando altri invii. Per informazioni si può telefonare al 3248380489, al 3883281221 o al 3407621332.

C’è bisogno di medicinali, dalle garze ai guanti monouso, dai kit per il trattamento delle ferite ai farmaci emostatici, ai disinfettanti, alle stampelle, alle sedie a rotelle, ai pannolini per adulti e bambini. Inoltre, c’è grande richiesta di prodotti per l’igiene personale, di cibo a lunga conservazione, latte in polvere, caffè e tè, tutto per i bambini: dal cibo ai vestiti. C’è poi bisogno di pile, power bank e torce elettriche. Quanto servano lo sa bene chi deve trascorrere notti e giorni nei rifugi o nelle cantine, mentre fuori piovono bombe.

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