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IL CASO

«Ti tolgo la fattura», ma gli spilla soldi per anni: condannata

«Ti tolgo la fattura», ma gli spilla soldi per anni: condannata

01 Aprile 2022, 03:01

Qualche candela accesa per creare un po' di atmosfera. E poi le mani che si poggiavano sulla testa e sulle spalle pronunciando mantra incomprensibili. Così, Mario (il nome è di fantasia) avrebbe dovuto stare meglio, risollevarsi da quella depressione che gli stava consumando la vita.

Un gorgo nero in cui era sprofondato dopo che, a poco più di 60 anni, gli era stata diagnosticata anche una grave patologia neurologica, fino all'invalidità al 100%. Si sentiva osservato da tutti in ogni suo movimento. «Mi hanno fatto una fattura», ripeteva alla moglie. Finché non era apparsa lei: la donna che avrebbe scacciato il malocchio restituendogli la serenità.

Le aveva dato subito 700 euro, poi per ogni «seduta» pretendeva dai 10 ai 30 euro. Un rapporto durato quasi dieci anni, perché anche dopo la fine dei «consulti» a domicilio lei si presentava spesso a casa di Mario o lo fermava per strada, chiedendogli (e ottenendo) sempre un po' di denaro. Piccole somme, non più di qualche centinaia di euro in totale, ma l'aveva portato all'esasperazione.

Due denunce da parte della moglie di Mario, e ieri la donna - 68enne, origini sarde ma residente a Parma - è stata condannata a 1 anno e 5 mesi per circonvenzione di incapace. La pena è stata sospesa, ma il giudice ha disposto anche 5.000 euro di risarcimento in via equitativa a Mario e alla moglie, che si erano costituiti parte civile assistiti dall'avvocato Federico Donelli.

La donna dei miracoli. Si era aggrappato anche a lei, Mario, perché ormai si era convinto che le cure dei medici non bastassero più. Era stata una parente a fargli conoscere la fattucchiera. Così rassicurante che si era affidato alle sue parole suadenti, a quei riti improvvisati. A volte la donna si presentava a casa di Mario, in altre occasioni era lui ad andare da lei.

Il primo incontro nel 2007, quando ormai le condizioni fisiche e mentali di Mario stavano peggiorando. Si sentiva fisicamente sempre più prostrato, ma soprattutto era la sua mente che stava cedendo, affollata di pensieri cupi e distruttivi. E forse inizialmente si era convinto che quegli incontri gli dessero un po' di sollievo. Poi, però, quando aveva deciso di interrompere le «sedute», lei spesso gli telefonava o, con la scusa di fare due chiacchiere, si presentava a casa sua. «Gli diceva che aveva problemi economici, e così lui si impietosiva e le dava un po' di soldi», ha sottolineato la moglie nella denuncia.

Pieno di paure e dubbi, eppure qualche no era riuscito a dirlo Mario. Ma poi capitava spesso che incrociasse la donna nella sua solita passeggiata quotidiana: un percorso che lei conosceva molto bene. E un'occasione per continuare a chiedergli soldi, accompagnandolo anche allo sportello bancomat.

La moglie di Mario aveva raccontato tutto ai carabinieri nell'agosto del 2016, ma un anno dopo aveva dovuto presentare una nuova querela perché lei era tornata alle sue «magie». Farsi consegnare soldi da Mario. Incapace di dire no.

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