La Gazza Ladra
Mi risulta ancorché ignoto perché siamo così desiderosi di occuparci dei fatti altrui sui quali o riversiamo le nostre frustrazioni o ci facciamo forti di una morale che, può accadere, non è poi sempre condivisibile, a maggior ragione quando spariamo sentenze che hanno, per come formulate, valenze sessiste.
La vicenda è quella della dirigente cinquantenne del liceo Montale di Roma e di una (presunta o vera è anche un po’ lo stesso...) sua relazione con uno studente, maggiorenne, giusto per precisare che non c’è nemmeno il mezzo accenno di un reato, a meno che non si voglia considerare il desiderio, beninteso questo sia il reale scenario della presunta relazione amorosa. Lei, bella e procace, è finita nel tritacarne mediatico, con tanto di nome e cognome, lei la Preside che avrebbe irretito lo studente modello di cui non sono state rese note le generalità, perché? Partiamo già con l’idea che lei è la mantide religiosa, l’esperta navigata che tesse le trame per poi poter giacere col ragazzotto (presunto belloccio, se no non si spiega in nessun modo), il quale, dopo una mesata di incontri conditi da messaggi pepatissimi via WhatsApp mette fine all’idillio perché pare lei gli stesse troppo addosso... La preside nega ogni vampata di un’ipotetica menopausa e addebita al burlone l’invenzione della storiella (e i messaggi scambiati? Lei era «in trance» quando digitava o lui e un furbetto del quartierino che ordisce la trama e realizza da hacker consumato «screenshot» tarocchi, che sembrano veri ma tali non sono...) e a qual “pro” questa messaggeria erotica era in giro e condivisa dai compagni d’istituto?
Banalmente, fosse stato un insegnante maschio alle prese con i turbamenti provocatigli da una insidiosa lolita maggiorenne, avremmo alzato con la medesima veemenza gli scudi al grido di «vergogna, vergogna» o, dentro noi, ci saremmo detti che «al fascino femminile è ben difficile resistere»? Ora s’indaga per arrivare ad una verità sempre che una sola sia, poi possiamo alzare o no il pollice mentre la preside viene indagata per... Per cosa? Plagio o costrizione nei confronti del ragazzo per utilizzarlo come «toy boy» e poi, come nella peggiore delle sceneggiature dei filmetti erotici con professoresse emerite e lascive, mollarla al suo destino di matura cui non s’è ancora spento il fuoco della passione e tu, ragazzotto anonimo voli verso un’altra farfalla, magari meno stagionata? Pregio o comportamento inaccettabile?
Nel gran ciarlare su questa «relazione pericolosa» mi torna in mente una vicenda pressoché analoga, ma finita in ben altro modo: avete presente Madame Macron, la moglie del Presidente francese? Macron e Brigitte si sono incontrati quando Emmanuel, aveva 15 anni, frequentava la scuola privata dove Brigitte insegnava. Ma non solo, Macron sedeva al banco nella stessa classe della figlia di Brigitte, sua futura figliastra. 24 anni di differenza, lui era poco più di un bambino e lei tre figli li ha avuti dal precedente marito. Anche un altro Presidente di Francia ha avuto una moglie, diciamo «diversa» dalle altre première dame, una modella italiana di nome Carlà Brunì con l’accento sulla vocale finale che fa molto Pigalle: eppure non mi pare si sia corso il rischio di impeachment o di rivoluzione all’Eliseo. «Et voilà, c’est l’amour, pas de quoi» che non sono bene cosa voglia dire ma ci sta giusto come chiosa e... Bon dimanche!
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