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A Salso

Cristicchi, Amara e l'omaggio a quell'«essere speciale» di Battiato

Cristicchi, Amara e l'omaggio a quell'«essere speciale» di Battiato

17 Giugno 2022, 03:01

Un concerto che è un omaggio e, insieme una (ri)scoperta: alla Pinko arena di Salsomaggiore è andata in scena la «data zero» di «Torneremo ancora», concerto mistico per Battiato, con Simone Cristicchi e Amara (al secolo Erika Mineo). Con loro sul palco Valter Sivilotti, pianoforte, arrangiamenti e direzione musicale e i solisti della Accademia Naonis di Pordenone: Lucia Clonfero, violino; Igor Dario, viola; Alan Dario, violoncello; U.T. Gandhi, percussioni, con il soprano Franca Drioli.

L’omaggio inizia proprio con la voce di Franco Battiato, che esprime l’universalità dell’umano, prima ancora della musica, legame e linguaggio per tutti. Quindi via al concerto, con un canto sacro, dedicato a Ganesh, che «rimuove gli ostacoli», poi «L’era del cinghiale bianco» a ricordare, come sottolinea Cristicchi, che: «Il vuoto che Battiato ha lasciato è gravido: è un perenne pozzo di acqua limpida. Il misticismo, come lo intendeva il maestro, è la profonda conoscenza dell’anima: solo attraverso la mistica avviene la fusione dell’umano col divino». E ancora musica, passando per la celeberrima «E ti vengo a cercare», arrivando sino a immaginare una preghiera universale, con «L’ombra della Luce», cui il maestro Sivilotti aggiunge un «Padre nostro» in aramaico, poi riuscendo a emozionare nella compassione più intima, quasi un testamento spirituale del maestro, per quell’«essere speciale» di «La cura», con la (ri)scoperta dell’eredità di Franco Battiato, che avviene con la «guida» di alcune letture, fatte dagli stessi Simone Cristicchi e Amara, tratte dai maestri che hanno influenzato il pensiero di Battiato: Jalāl al-Din Muhammad Rumi, autore mistico persiano; Georges Ivanovič Gurdjieff, filosofo, autore, musicista e mistico armeno; Ramana Maharasi, mistico indiano, e maestro dell’Advaita Vedanta; Willigis Jäger, monaco benedettino, filosofo, teologo e studioso Zen e infine il religioso, scrittore e tanatologo Guidalberto Bormolini.

Un breve intermezzo di canzoni dei due protagonisti, poi un medley che si conclude con una standing ovation sulle note di «Centro di gravità permanente», cantata da tutta l’arena, fino al bis, all’ultimo brano inciso da Franco Battiato, per le voci straordinarie di Amara e Cristicchi: «Torneremo ancora», la canzone che dà il titolo al concerto e promette di far rimanere con noi lo spirito di Battiato: «Finché non saremo liberi, torneremo ancora. E ancora». Un progetto, quello di Simone Cristicchi e Amara, organizzato da International Music and Arts, che Marco Caronna in avvio di serata ha definito ricco di eleganza, rigore ed emotività. «Un progetto che sarebbe piaciuto a Franco Battiato» ha detto Caronna. E ha senz’altro ragione.

Egidio Bandini

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