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Polemica a scuola

«Assurdo aspettare nove anni per diventare docente esperto»

«Assurdo aspettare nove anni per diventare docente esperto»

di Mara Varoli

12 Agosto 2022,03:01

Tre percorsi triennali di formazione con riconoscimenti per gli insegnanti, che così accederebbero al ruolo di docente esperto con 400 euro lordi in più sul stipendio mensile. L'intenzione è buona, ma nei fatti la proposta del Governo Draghi a detta del personale della scuola «è un pasticcio». Bene l'idea di creare una forma di carriera nel percorso degli insegnanti, ma il meccanismo non soddisfa. Anche perché prima di avere l'aumento di stipendio e di essere considerati «esperti» bisognerà aspettare il 2032.

«Non sono d’accordo con la proposta di diversificare gli stipendi dei docenti sulla base di una supposta expertise acquisita con tre cicli triennali di formazione - spiega il preside dell'Ipsia Primo Levi Federico Ferrari -. Sono a favore di una seria valutazione dei docenti e sono a favore anche di una diversificazione dei livelli retributivi, non più legati solo all’anzianità di servizio, ma non credo però che sia possibile formulare una valutazione dei docenti sulla base di parametri immediatamente ed oggettivamente misurabili, dato che il prodotto della professione docente, e cioè la formazione degli studenti, a volte lo si riscontra molti anni dopo. La formazione continua è assolutamente indispensabile ed è giusto sia obbligatoria ma non dovrebbe essere una conditio sine qua non per accedere a livelli retributivi maggiori. L‘expertise la dà principalmente l’esperienza, fattore già considerato con gli scatti retributivi di anzianità di servizio, e solo marginalmente la formazione. Già oggi di fatto ci sono livelli retributivi differenti a seconda degli incarichi, delle responsabilità e delle progettualità di cui i singoli docenti accettano di farsi carico e sono pagati con i fondi del Mof (Miglioramento dell’offerta formativa). Questi compensi, però sono contingenti al singolo anno scolastico, agli incarichi assunti annualmente e dipendono in primis dalle assegnazioni del Ministero e in seconda battuta dalle dinamiche della contrattazione integrativa di istituto. Andrebbero resi strutturali con un filtro all’accesso - stabilito a livello nazionale - che tolga l’attribuzione di un livello retributivo maggiore alla sola disponibilità del dipendente e al solo processo decisionale di noi dirigenti scolastici». E aggiunge il preside Ferrari: «I livelli retributivi differenti sono di fatto già in essere con i docenti che scelgono il part-time, quelli ad orario normale e quelli che si accollano ore aggiuntive. Anche in questo caso, renderei strutturale l’esistente con cattedre a 18 ore (a stipendi invariati), cattedre a 9 ore (con stipendi dimezzati) e cattedre a 24 ore con stipendi maggiorati».

Maria Saponaro, docente di Lingua e letteratura inglese del liceo Bertolucci, insegna da oltre 25 anni: «I docenti esperti ci sono già, che hanno fatto anni di formazione e di esperienze nazionali e internazionali. A scuola e in altri contesti, attraverso anche la progettazione. Un'esperienza non riconosciuta. Di sicuro non a livello economico. Ma dobbiamo aspettare nove anni per essere riconosciuti? E solo attraverso la formazione istituzionale un prof diventa esperto? Questo è un altro errore, perché l'esperienza si matura sul campo. E sono contenta di essere fuori da questa partita perché probabilmente tra dieci anni sarò in pensione. È un procedimento che svilisce il percorso che si è fatto. E questo fa arrabbiare tanta gente. E poi nove anni per avere un aumento di 250 euro netti in più in busta? Sui social il dissenso è enorme, persino in chiave ironica. Oltre al fatto che la formazione la stiamo già facendo da tempo, nemmeno a un futuro dirigente si chiede di fare nove anni di formazione per diventare preside».

Andrea Barbieri, docente di Italiano al liceo scientifico Ulivi e insegnante da oltre 20 anni è «favorevole alla possibilità di differenziare le carriere per i docenti come per la maggior parte delle professioni ma non credo che questo provvedimento sia la strada giusta: dieci anni (ipotetici) per realizzarlo e non si capisce perché per un numero predeterminato e così ristretto di insegnanti, quindi un insegnante per ogni istituto, (o meglio si capiscono le ragioni economiche)». La vice preside del liceo Marconi Cristiana Ugolotti, in cattedra da oltre 20 anni, è perplessa: «Ritengo che la promozione del merito sia importante nelle scuole, nelle università e nella ricerca. Ma un conto è la valorizzazione del merito, delle competenze e della professionalità, diverso invece è spingere i docenti verso una competizione sfrenata che non aiuta a creare nelle classi il giusto clima di condivisione. Penso che solo attraverso una crescita di tutto il corpo docenti si possano creare le condizioni per un miglioramento della scuola italiana e, al contempo, per una rivalutazione, non solo economica ma anche sociale, della figura del docente. Da ultimo la proposta entra in effettivo vigore tra circa 10 anni, per cui risulta oggi impraticabile valutarne l’efficacia in un mondo ove i cambiamenti avvengono in modo repentino (cosa sarà la scuola tra 10 anni?)».

Il dirigente scolastico del liceo classico Romagnosi Pier Paolo Eramo ha scritto in un post su facebook. E a lui affidiamo la conclusione: «Va bene, capisco che l'intenzione fosse quella di creare una carriera all'interno del mondo dell'insegnamento. Purtroppo è venuta malissimo: 8000 docenti dovrebbero fare corsi per nove anni per poter accedere nel 2032 a 400 euro in più al mese. Il fatto è che i docenti esperti nella scuola ci sono già ora: basterebbe riconoscerli e retribuirli davvero per il lavoro che fanno, sia con l'insegnamento sia svolgendo fondamentali funzioni organizzative, senza le quali nessuna scuola funzionerebbe più di una settimana. E sarebbe ora di rinnovare un contratto scaduto da anni per tutti i docenti, e di introdurre la valutazione, e di licenziare i pochi che non sono capaci, e di dare la possibilità alle scuole di assumere direttamente il personale, almeno quello temporaneo. Ma ora discuteremo molto accanitamente per un mese di docenti esperti...».

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