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Spoofing

"Movimenti anomali sul suo conto": finto sms dai carabinieri con un numero clonato

Denunciato per truffa un 43enne italiano: si fingeva il comandante provinciale

"Movimenti anomali sul suo conto": finto sms dai carabinieri con un numero clonato

22 Aprile 2026, 11:16

Un sms allarmante, un finto operatore bancario e la chiamata da un numero clonato, identico a quello della caserma dei Carabinieri di Parma. E’ questa la sofisticata trappola psicologica dello spoofing in cui è caduta una 34enne residente in provincia lo scorso 12 marzo. Al termine di una complessa indagine, i Carabinieri della Stazione di Parma Oltretorrente hanno chiuso il cerchio e hanno denunciato alla locale Procura della Repubblica un 43enne italiano residente nel Sud Italia, già gravato da precedenti penali, ritenuto il presunto responsabile.

Tutto ha avuto inizio intorno alle 9 del mattino, quando sul cellulare della donna è arrivato un SMS apparentemente generato dal circuito Nexi: "È stato inserito un ordine di bonifico di 1.600 euro. Se non riconosci l'operazione chiamaci al Servizio Clienti". Allarmata, la 34enne ha contattato il numero indicato. Dall'altra parte ha risposto un finto operatore che, dopo aver ottenuto il nome e la filiale della banca, l’ha rassicurata: le ha spiegato di non essere l'unica correntista ad aver segnalato anomalie e l'ha messa in contatto con i Carabinieri della sua provincia.

Pochi minuti dopo, alle 9:30, il telefono ha squillato di nuovo. Sul display è comparso un numero istituzionale (che la vittima ha in seguito verificato corrispondere effettivamente alla caserma dei Carabinieri di Parma). L'interlocutore si è presentato con voce ferma, qualificandosi come il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Colonnello Andrea Pagliaro. La narrazione è stata degna di un film: l'uomo ha rivelato alla donna l'esistenza di un'indagine segreta sulla sua filiale per smascherare alcuni dipendenti corrotti, aggiungendo anche di un loro militare sotto copertura infiltrato all'interno. La soluzione prospettata dal finto Ufficiale è stata una sola: recarsi subito in banca e spostare i risparmi verso un conto  sicuro, per salvarli dalla frode in corso. Per mantenere la presa psicologica sulla vittima, il finto Carabiniere ha spostato la conversazione su WhatsApp, ha monitorato ogni movimento della donna e le ha intimato di non riagganciare per nessun motivo. In banca, la 34enne ha provato inizialmente a trasferire i soldi su un secondo conto a lei intestato, ma il direttore le ha fatto notare che l'operazione avrebbe richiesto alcuni giorni. Uscita dalla filiale, il falso appartenente all’Arma dei Carabinieri in ascolto ha aggiustato il tiro e l'ha convinta a rientrare per disporre un bonifico istantaneo verso un IBAN intestato a un soggetto "sicuro".

Nonostante i dubbi crescenti, la donna, manipolata dall'autorevolezza del suo interlocutore, ha eseguito un primo tentativo, fallito. Spronata nuovamente dal finto Colonnello, è rientrata per la terza volta in filiale e, con l'aiuto del direttore, ha effettuato un bonifico istantaneo di 3.000 euro con causale "prestito infruttifero". Nel vortice del raggiro, la vittima ha persino inviato via chat la foto fronte-retro della propria carta d'identità, credendo che il documento fosse stato richiesto dal Procuratore della Repubblica.

A far crollare il castello di bugie è stato un dettaglio geografico. Mentre si trovava in auto, la vittima ha fatto una domanda a trabocchetto per capire se la caserma si trovasse al Parco Ducale. L'uomo ha tentennato e ha risposto di no, ma, accorgendosi dell'errore, l’ha invitata a raggiungerlo in Strada delle Fonderie. Durante il tragitto, la 34enne ha iniziato a realizzare la verità. Varcata la soglia della vera caserma, ne ha avuto l'amara conferma: non c'era nessun appuntamento con il Comandante e i Carabinieri non l'avevano mai chiamata. Raccolta la denuncia, i veri Carabinieri, quelli della Stazione di Parma Oltretorrente hanno avviato le indagini. Un’indagine ricca di dettagli e riscontri dove hanno tracciato i flussi finanziari e hanno analizzato ore di filmati delle telecamere. Le attività, supportate dallo scambio informativo con i comandi territoriali dislocati su tutto il territorio, hanno permesso di individuare, quale presunto autore della truffa e beneficiario del pagamento fraudolento, un 43enne italiano pregiudicato, residente in una provincia del sud Italia. Al termine degli accertamenti e con i gravi elementi di colpevolezza emersi a suo carico, per il 43enne è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria. 

Sul sito istituzionale dei carabinieri alcuni consigli utili per non cadere nella rete dei truffatori. I contenuti sono consultabili al link: https://www.carabinieri.it/in-vostro-aiuto/consigli/pillole-di-prevenzione/contro-le-truffe

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