Lutto
Addio a Guido Violi, un signore della Parma d'altri tempi, quando non solo nel quartiere ma in tutta la città ci si dava il buongiorno e ci si conosceva tutti.
Contitolare con Giovanni Alfieri della storica officina di via Ildebrando Cocconi, dalle parti di via Toscana, consultore della sezione carrozzieri iscritti al Gruppo imprese artigiane e già presidente dei carrozzieri, Violi ha vissuto per il suo lavoro e per la famiglia. Da sempre, in quella casa di via Duca Alessandro, dove era nato nel 1935 e dove poi è rimasto dopo il matrimonio con l'adorata moglie Maria Luisa e i figli: Alessandra, ragioniera, Roberto, vigile del fuoco, e Luca, purtroppo scomparso all'età di 22 anni nel 1987 a Torrechiara in un incidente con il deltaplano. E papà Guido non mancava ogni settimana di andare al cimitero.
Un padre presente e un nonno orgoglioso delle conquiste di studio, professionali e sportive dei quattro nipoti: Lorenzo, Caterina, Eleonora e Francesca.
La carrozzeria era il laboratorio della sua creatività. Nel 2014 in un articolo pubblicato dalla Gazzetta di Parma aveva dichiarato: «Non c'è parte della vettura che non si possa sostituire. Ripariamo in pochi giorni le automobili che entrano danneggiate con le lamiere a brandelli, e le riconsegniamo, gonfi di soddisfazione, come se fossero nuove di fabbrica». E non aveva dimenticato il restauro di una vecchia Bugatti: «Un recupero che ha richiesto molte giornate di lavoro e che si può eseguire solo per passione». Un vero mago del restauro, che aveva imparato il mestiere sin da giovanissimo nella carrozzeria di Balestrieri. Poi, dopo il militare nei vigili del fuoco (era iscritto nei pensionati dei vigili del fuoco) aveva aperto la sua officina in via Cocconi a metà degli anni Cinquanta. Era stato anche uno dei fondatori del Moto Club Parma allora in via Farini. E chiaramente le prove e le corse di Formula Uno e di Moto Gp erano per lui un appuntamento irrinunciabile.
Un uomo che sapeva stare al mondo: pacato, educato, equilibrato e generoso, così lo ricordano in tanti. Un uomo con tanti amici: nel quartiere Cittadella, dove viveva, nel quartiere San Leonardo, dove lavorava, e in tutta Parma. Da quando era andato in pensione, proprio il parco della Cittadella era il luogo delle passeggiate prediletto per incontrare al mattino la compagnia, mentre al pomeriggio andava spesso dalle parti di Beneceto a trovare un amico artista della carrozzeria, che sa sistemare le auto d'epoca.
Nei fine settimana gli amici diventavano per lui una grande famiglia: tanto il tempo dedicato insieme alla moglie Maria Luisa alle cene e alle gite, magari per una fiera di mobili antichi, altra sua passione. E per quelle vacanze in riva al mare di Rapallo: un luogo del cuore.
Lettore affezionato della Gazzetta di Parma, da sempre storico abbonato, non avrebbe voluto annunciare sulle pagine del giornale la data del suo funerale, ma solo a funerali avvenuti, e questo per non costringere le persone a portargli l'ultimo saluto. Ma per lui la Gazzetta era il pane quotidiano e così questo ricordo vuole essere occasione per riabbracciare ancora una volta tutta la sua Parma, in questo triste giorno dell'addio.
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