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SISSA

Il mistero del furgone che galleggiava nelle acque del Po

Il mistero del furgone che galleggiava nelle acque del Po

di Chiara De Carli

13 Ottobre 2022, 03:01

Puro terrore quello provato ieri mattina all’alba dai pescatori che, usciti di buon mattino con le loro barche, hanno avvistato un Doblò semiaffondato che veniva trasportato dalla corrente del Po.

La cabina già sommersa dall’acqua ha suggerito di non aspettare a intervenire e di avvicinarsi velocemente per cercare di prestare soccorso nel caso ci fosse stato qualcuno intrappolato nell’abitacolo.

Mentre i motori rombavano in direzione del veicolo, è partita anche la richiesta di aiuto al 112 che ha fatto arrivare nel piazzale davanti allo Storione i carabinieri di Sissa, i vigili del fuoco di Parma con i sommozzatori di Bologna e le ambulanze del 118. Arrivati ad «agganciare» il mezzo, che nel frattempo si era arenato su una secca poco dopo Coltaro, i vigili del fuoco e i carabinieri hanno accuratamente verificato che non ci fosse nessuno a bordo e che nel retro non ci fossero materiali pericolosi o inquinanti prima di poter tirare un sospiro di sollievo. Ma già dai primi controlli qualcosa di quello che inizialmente era sembrato un incidente «non tornava»: la targa del furgone, infatti, non corrispondeva al mezzo semiaffondato ed era stata inoltre rubata qualche giorno fa nel Mantovano.

Alcuni soci della Nautica Torricella hanno poi trovato lungo l’argine alcuni cartoni contenenti attrezzature da bar ancora imballate e i tasselli hanno iniziato ad incastrarsi. A cercare di trovare il bandolo della matassa toccherà ai carabinieri di Sissa, rimasti sul posto per raccogliere indizi e per monitorare le operazioni di recupero del mezzo durate fino al tardo pomeriggio di ieri, ma, in attesa dell’arrivo dei riscontri, l’ipotesi che si sta facendo strada è che il furgone sia stato rubato e «ritargato» per compiere scorribande in zona senza essere segnalato dalle tante telecamere intelligenti del territorio e poi lasciato scivolare nel Po qualche centinaio di metri più a monte da dove è stato avvistato.

Con tutta probabilità, i ladri avevano pensato di farlo semplicemente sparire inghiottito dalle acque del fiume, senza fare però i conti con il fatto che il vano posteriore, vuoto e ben chiuso, avrebbe favorito almeno per un po’ il galleggiamento e la conseguente immediata segnalazione alle forze dell’ordine.

Chiara De Carli

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