TIZZANO
Tizzano - Un cane da caccia in difficoltà, bloccato in una zona particolarmente impervia, e una calata di 140 metri - sfidando il buio - operata dalle unità del nucleo Speleo-alpino-fluviale, che con il loro intervento sono riusciti a metterlo in salvo.
Tutto è cominciato mercoledì pomeriggio sul Monte Fuso, a Rusino frazione di Tizzano, dove a chiamare i vigili del fuoco è stato un cacciatore il cui cane, forse perdendo l’orientamento durante una battuta di caccia, era finito lungo un dirupo, impossibilitato a muoversi.
La chiamata al distaccamento di Langhirano è giunta intorno alle 16.30 e sul posto sono giunti, con il mezzo speciale attrezzato, sette unità, due dei quali provenienti da Parma, del nucleo Saf dei vigili del fuoco.
Ad attenderli in località Rusino alcuni cacciatori, che li hanno poi accompagnati con i loro mezzi sul posto perché il fuoristrada dei vigili del fuoco era troppo lungo per riuscire a passare lungo i sentieri.
«Siamo poi scesi a piedi lungo il bosco con tutta l’attrezzatura», spiega il caporeparto del distaccamento di Langhirano Luca Cresci.
«Eravamo in costante collegamento radio con il padrone del cane che si trovava già in zona, a una quarantina di metri al di sotto della posizione dell’animale», conclude.
Il cane portava al collo un collare dotato gps, «che è stato utile per trovare la sua posizione perché nel frattempo era calato il buio, rendendo l’intervento non semplice. Anche se il collare era luminoso, non riuscivamo a individuarlo dall’alto vista anche la vegetazione presente», prosegue.
«Due operatori si sono quindi calati con le corde per circa 140 metri, hanno raggiunto l’animale e lo hanno messo in sicurezza con le imbragature. Poi insieme si sono calati verso il basso, dove ad attenderli c’era il proprietario».
Una brutta disavventura per l’animale, che era spaventato ma comunque in buone condizioni, e una conferma della professionalità messa in campo dai vigili del fuoco.
Maria Chiara Pezzani
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