Monchio
Per oltre mezzo secolo hanno fatto parte del paesaggio, ormai inseriti - che piacesse o no agli abitanti della zona o agli escursionisti e ai fungaioli di passaggio nel bosco - nel contesto naturale di Pietraginocchiera, località boschiva a circa 5 chilometri dal borgo monchiese di Valditacca. Non ci sarebbe di che stupirsi se si trattasse di alberi secolari o di antiche costruzioni in sasso e non di una decina di grossi pneumatici da camion abbandonati in un bosco del (quasi) incontaminato contesto dell’alta Val Cedra, nel cuore di ben due parchi, il Parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano e del Parco regionale dei Cento Laghi. Pneumatici che fino agli anni ‘60 hanno avuto una funzione ben precisa, ovvero quella di fungere da «ammortizzatori» per l’arrivo delle teleferiche che allora, negli anni del dopoguerra, trasportavano legname. Gli pneumatici servivano infatti come punto di battuta per la teleferica che, carica di tronchi appena tagliati, arrivava a valle a gran velocità. Dagli anni ‘60, però, quelle teleferiche sono andate in disuso ma gli pneumatici sono rimasti lì, senza che nessuno si premurasse di rimuoverli. Eppure quella presenza ingombrante – è proprio il caso di dirlo – non andava proprio giù ad alcuni abitanti della zona. «Quest’estate ci siamo ripromessi di toglierli perché ormai eravamo stanchi di vederli lì – spiega Gianluca Zammarchi, che insieme ad una dozzina di amici di Valditacca si è occupato di rimuovere i copertoni – e così, dopo aver atteso che terminasse la stagione dei funghi, siamo andati nel bosco con trattore e benna e li abbiamo caricati uno ad uno, per poi portarli in discarica. Ne manca ancora uno, che si trova più a monte, che rimuoveremo appena possibile». Un bell’esempio di cittadinanza attiva e responsabile.
Beatrice Minozzi
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