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POLIZIA

Via Garibaldi, disabile aggredito dall'ex badante. Che finisce in cella

Via Garibaldi, disabile aggredito dall'ex badante. Che finisce in cella

10 Dicembre 2022, 03:01

I vicini che hanno sentito quelle grida e quei rumori hanno capito subito che qualcosa di brutto stava succedendo. E hanno teso l'orecchio fino a quando la sirena della polizia non li ha rassicurati. Non sapevano che il peggio doveva ancora arrivare: e che anche gli agenti avrebbero dovuto faticare non poco per riportare la calma. E' successo alcune sere fa in via Garibaldi dove, per cause tutte da capire, è scoppiata una furibonda lite tra un uomo disabile e quella che, fino a qualche tempo fa, era la sua badante. Al momento, invece, più che dare una mano pare sia solo capace di creare problemi. Il disabile infatti ha chiamato il 113 dicendo che la donna, completamente ubriaca, lo stava malmenando e minacciando e ha chiesto aiuto. Ma quando dopo pochi minuti la pattuglia delle volanti è arrivata e ha suonato al campanello non ha avuto risposte. Così è stata costretta a chiedere a un vicino di aprire il portone per entrare: e già sulle scale si capiva cosa stesse succedendo.

Nell'atrio rimbombavano le grida che arrivavano dall'appartamento a riprova che non si trattava di un falso allarme. E sbirciando dalla porta aperta si è avuto conferma che occorreva intervenire. A terra, infatti, c'era il cellulare dell'uomo spaccato, probabilmente per impedirgli di chiedere ancora aiuto. E poi c'era lei, invasata dai fumi dell'alcol che nemmeno davanti alle divise si è calmata. Anzi, è uscita ancora più di senno. Ad un certo punto è arrivata al punto di provare a scagliare un mobiletto addosso all'uomo dopo averlo colpito con le mani e per questo gli agenti hanno dovuto bloccarla. Ma è stata una impresa. La donna, infatti ha preso a calci e pugni anche i poliziotti e li ha riempiti di minacce e offese. Alla fine è arrivata la conclusione più ovvia: la ex badante, una 35enne rumena già nota alle forze dell'ordine, che pur non assistendo più il disabile era stata ospitata comunque nell'appartamento non avendo altro posto dove andare, è stata portata in questura dove è scattato l'arresto. Per lei le accuse sono quelle di maltrattamenti in famiglia, minacce e resistenza a pubblico ufficiale, e quindi è stata trasferita a Modena nel carcere femminile.

La vittima, scossa, a sua volta, ha sporto denuncia. E forse ora sarà probabilmente costretto a cercare una nuova e diversa persona che lo assista. Qualcuno che invece che grida e botte gli regali un aiuto e un sorriso.

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