Intervista
La grande novità del musical «Mamma Mia!» che andrà in scena mercoledì e giovedì al Teatro Regio porta il nome di Clayton Norcross. Il regista Massimo Romeo Piparo aggiunge carisma internazionale alla produzione Peep Arrow, con un personaggio molto amato dal pubblico italiano. Clayton, infatti, ha vestito i panni del primo Thorne Forrester nella soap opera cult, «Beautiful». Ora sostituisce Paolo Conticini nel ruolo di Sam Carmichael, dando nuova energia e curiosità intorno allo show reso magico dalle splendide canzoni degli Abba: «Ho accettato questa proposta perché era una grande sfida per la mia carriera. “Mamma Mia!” è il primo musical a cui partecipo, in una lingua diversa dall’inglese e con tanti dialoghi. Poteva essere un vero shock».
Invece è stata una scelta vincente.
«Sono contento della decisione che ho preso. Alcuni colleghi mi hanno aiutato a migliorare la pronuncia. In particolare voglio ringraziare Sabrina Marciano e Luca Word, grande doppiatore. Forse proprio perché si è cimentato più volte con lingue straniere a livello professionale, ha capito quanto poteva essere complicato per me. Si è dimostrato molto generoso».
Il trio dei potenziali papà di Sophie è completato da Sergio Múñiz.
«Lui nella vita reale è un papà e un marito attento alla sua famiglia. Non vive a Roma e abbiamo poche occasioni per frequentarci. Però ci unisce la passione per il surf. Sergio trova onde da cavalcare anche nel Mediterraneo. Io, da buon californiano, amo questo sport».
È stato complicato inserirsi in un gruppo già formato?
«Il cast ha capito che tipo di persona sono e si è subito dimostrato amichevole con me. Io sto cercando di raggiungere la migliore interpretazione possibile di Sam. Un Sam diverso da quello di Paolo Conticini ma, spero, apprezzato dal pubblico».
Quali caratteristiche porta in scena?
«Ha una forte personalità: è un architetto di New York. Per sopravvivere nella Grande Mela bisogna avere un carattere battagliero. Cerco di dare vita a un personaggio vivace, con la mia inflessione americana che piace e fa sorridere chi viene a teatro». Perché “Mamma Mia!” ha ancora questo grande successo?
«Perché è uno show che parla di un amore riscoperto: è un tipo di esperienza che riguarda tante persone. E poi ci sono le canzoni degli Abba. Il mix di musica coinvolgente e storia emozionante, ha un forte appeal sul cuore del pubblico».
Anche lei ha ancora tanto appeal sul pubblico.
«E ciò mi rende molto orgoglioso: la notorietà è arrivata attraverso Beautiful. Era pericoloso, però, rimanere a Hollywood e vestire i panni di uno stesso personaggio per troppo tempo. Le soap opera regalano fama ma ingabbiano le carriere. Io volevo qualcosa di diverso. Così dopo tre anni e 628 puntate abbandonai il ruolo di Thorne Forrester».
Anche lui come Sam, un personaggio con forte indole positiva.
«Per questo, forse, i miei fan rimarranno colpiti dal ruolo che interpreto in “Ultima Ratio”: un mercenario, un bad boy. Sono l’antagonista di Jon Foo in una pellicola internazionale prodotta da Francois Engegier e Francesco Di Silvio per la regia di Jean Marc Mineo».
Dalla sua ultima fatica ai primi successi: è vero che glieli ha regalati l’Italia?
«Verissimo. Ancora prima di Beautiful arrivai a Roma per un’importante campagna pubblicitaria. Andammo a scattare a Viareggio. Poi posai per Armani, Ferragamo e altri famosi stilisti. Furono sei mesi che diedero slancio alla mia carriera dopo una esperienza poco positiva a Parigi».
Oggi sente ancora l’affetto del pubblico italiano?
«Per strada la gente mi riconosce. Tante donne che hanno cinquant’anni raccontano di aver appeso in camera il mio poster quando erano adolescenti. In molti chiedono un selfie alla fine dello spettacolo. Mi sento molto amato nel vostro Paese».
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