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Anziana morì nel rogo dell'appartamento: la badante condannata a 10 mesi

Anziana morì nel rogo dell'appartamento: la badante condannata a 10 mesi

08 Febbraio 2023, 03:01

 Una parte della camera da letto della badante diventata un angolo di devozione. Una sorta di altarino domestico, con una decina di ceri che quella notte sarebbero rimasti accesi. Forse era accaduto anche altre volte, ma il 23 febbraio 2021 le fiamme avevano avvolto la stanza e il fumo acre aveva subito dopo invaso anche la camera in cui dormiva Gina Aldrigo, 98 anni, inchiodata al suo letto perché completamente non autosufficiente, anche se ancora lucida. Le esalazioni le avevano spezzato il respiro, ancora prima che il caldo rovente le ustionasse in parte il volto e gli arti: all'arrivo dei soccorsi Gina era già morta. E ieri la badante - 66enne, origini filippine -, che aveva riportato diverse ustioni, è stata condannata a 10 mesi per omicidio e incendio colposi. Per lei, il pm Laila Papotti aveva chiesto 1 anno e 9 mesi. Il giudice Conti ha concesso alla donna la sospensione della pena.

Era stata lei, poco dopo le 2 di notte, ad accorgersi che le fiamme stavano divampando nella sua camera e aveva lanciato l'allarme chiamando la figlia e la nipote dell'anziana che vivono nella stessa villetta di via Borra, a Parola. E subito dopo aver visto l'incendio, aveva tentato di spegnere le fiamme con alcune coperte. I mobili in legno con cui era arredata la stanza, però, avevano preso fuoco immediatamente.

Un «combustibile» straordinario che aveva fatto sì che l'incendio si propagasse con grande rapidità. All'arrivo dei carabinieri le pareti dell'appartamento erano completamente annerite dal fumo, mentre la camera da letto della badante era distrutta. Il soffitto della stanza e anche la parte superiore del corridoio interno dell'appartamento avevano subito gravi danni strutturali, tanto che poi l'alloggio era stato dichiarato inagibile dai vigili del fuoco.

Le fiamme si erano propagate dalla camera della badante: l'apparecchio termico, in particolare, aveva appurato che l'incendio era divampato soprattutto nell'angolo sinistro della stanza, proprio lì dove c'era l'altarino con i ceri, così come hanno testimoniato al processo i familiari dell'anziana. D'altra parte, la stanza da letto della badante era stata completamente devastata. E la temperatura sarebbe arrivata a 400-500 gradi.

Nessuna certezza assoluta, ma le verifiche dei vigili del fuoco avevano appurato che con molta probabilità l'incendio era partito da quell'angolo illuminato dai lumini. Ciò che invece è parso assolutamente irrealistico, in base agli accertamenti dei vigili del fuoco, è che all'origine dell'incendio ci potessero essere altre cause, come per esempio un malfunzionamento dell'impianto elettrico.

Una terribile disattenzione, aver dimenticato accesi quei ceri. E' ciò che anche il giudice ha ritenuto, condannando la donna per entrambi i reati che le erano stati contestati. Seppure a una pena molto più mite rispetto a quella richiesta dall'accusa.

Georgia Azzali

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