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L'impresa della parmigiana Silvia Marchesini: record del mondo sui 5000 delfino

L'impresa della parmigiana Silvia Marchesini: i suoi 5000 delfino

27 Marzo 2023, 03:01

Un record del mondo da battere non c'era. Semplicemente per il fatto che nessuno, prima d'ora, aveva mai tentato una simile impresa, da compiere adattando lo stile delfino alla lunga distanza: 5000 metri in vasca corta. Un qualcosa del tutto inusuale, nel nuoto.

A riuscirci è stata Silvia Marchesini, parmigiana tesserata Master con il Villa Bonelli, che ieri mattina alla piscina Efsa di viale Piacenza ha fermato il cronometro sul tempo di 1h53'22”, aggiornando così - con una prestazione nuova di zecca in questa disciplina - la già infinita lista del Guinness dei primati. «La prima cosa bella è che sono rimasta sotto le 2 ore, il tempo che mi ero prefissata» commenta Marchesini, con un tono di voce che tradisce la comprensibile emozione. Perché questo sogno, Silvia, lo coltivava già da un bel po'. «In effetti la data prestabilita, per tentare questo record, era l'8 marzo 2020, nel giorno della Festa della donna. Ma poi è arrivata la pandemia: una situazione che ovviamente nessuno di noi aveva messo in conto ne che mi ha costretto ad interrompere la preparazione. A quel punto - spiega Marchesini - ho deciso di rivedere il programma, inserendo un passaggio intermedio: i 3000 metri delfino in vasca lunga. Lì, un record esisteva già: nel 2021, sono riuscita a batterlo». In quell'occasione, alla piscina di Moletolo, Marchesini aveva chiuso con il tempo di 1h07'42”.

Forza, abnegazione, capacità di non mollare davanti alle difficoltà. Soprattutto dal punto di vista mentale. «E qui - ammette la nuotatrice del Villa Bonelli - è entrata in gioco la mia professione di psicologa e psicoterapeuta: gli strumenti che sono propri del mio lavoro li ho applicati su me stessa. La tenuta mentale si rivela, infatti, un aspetto determinante in questo tipo di prove: senza concentrazione risulta difficile mantenere il giusto ritmo della bracciata, che unisce coordinamento e respirazione».

Per Silvia, che nella sua preparazione all'impresa è stata seguita dal tecnico Giuseppe Posillipo, il momento più duro ieri è stato l'ultimo chilometro. «Nei primi quattro - dice - è filato tutto liscio: per quanto riguarda il tempo, i passaggi sono stati regolari. Negli ultimi 1.000 metri, invece, la fatica si è fatta sentire. Ma ho tenuto duro. Capisco possa sembrare fin troppo scontato affermarlo, ma sono davvero felice».

Silvia Marchesini - già protagonista negli anni scorsi a San Francisco della mitica e durissima traversata in mare nello specchio d'acqua che si affaccia sulla prigione di Alcatraz - ha voluto riservare a questa giornata memorabile una dedica speciale. «All'acqua, che è il nostro bene in assoluto più prezioso. E che, per chi nuota, è uno stile di vita».

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