IL CASO
Qualche mese fa il Comune ha esteso i poteri sanzionatori degli agenti di Infomobility consentendo loro di fare multe anche al di fuori delle righe blu per infrazioni stradali varie collegate alla sosta stradale. Una scelta che quasi certamente porterà a un aumento degli incassi da sanzioni per le casse comunali, ma non solo.
Infatti, in una nota, l'ex sindaco Pietro Vignali sottolinea il fatto che nel nuovo contratto di affidamento di gestione della sosta su aree pubbliche a Infomobility è stata prevista anche una percentuale sugli incassi delle multe fatte dai propri incaricati, ma anche su quelle (la parte più rilevante) fatte dai varchi elettronici per le corsie preferenziali e Ztl e da quelli futuri per l'accesso nell'Area verde all'interno delle tangenziali che va a favore della stessa Infomobility che, di fatto, a giudizio di Vignali, si trasforma in un «incentivo» a fare sanzioni. Una scelta che sembra destinata a rinfocolare in futuro possibili polemiche simili a quelle che qualche decennio fa erano montate sui presunti “premi” corrisposti ai vigili urbani in base al numero di multe fatte.
«Un “aggio” a Infomobility»
«Mi era stato detto - e non ci credevo - afferma nel suo comunicato Vignali che sulla questione ha presentato anche un'interrogazione in consiglio comunale - che il nuovo contratto di affidamento per il servizio di gestione della sosta su aree pubbliche a Infomobility con modalità “in house” fosse finanziato con un “aggio” sulle multe delle righe blu, di quelle per i passaggi attraverso i varchi elettronici e sulle future sanzioni della area verde che, fra l’altro, non è ancora stata autorizzata dal ministero. Ho verificato ed è proprio così».
«Scelta surreale»
«Tutto ciò mi sembra surreale e stride per diverse ragioni – spiega Vignali -.La prima: Infomobility è una società che conosco bene avendola ideata e costituita che ha una missione ben precisa che è quella di promuovere la mobilità sostenibile e ridurre l’utilizzo dell’auto. Finanziarsi con un corrispettivo sulle multe è quindi una contraddizione nei termini in quanto per sostenere il piano industriale deve sperare che le persone utilizzino il più possibile l’auto in modo indisciplinato. E’ stata infatti autorizzata dal comune a costruire un piano industriale le cui entrate derivano, per il 2023 da multe per 752 mila euro grazie ad un corrispettivo di 4,92 sulle sanzioni emesse da righe blu e varchi elettronici e pari a 1,64 per le sanzioni da nuovi varchi Area verde anche se non sono ancora installati e tanto meno autorizzati dal Ministero. A tutto ciò si aggiungono ulteriori 300 mila euro derivanti dall’aumento del 500% di aumento del permesso Auto Amica Ambiente e di quello per residenti (da 10 a 15 euro per la prima auto e da 10 a 35 euro per la seconda auto e da 10 a 50 euro per la terza auto)».
«Sicurezza, pochi fondi»
«La seconda è che le entrate che derivano dalle contravvenzioni – prosegue Vignali – dovrebbero essere destinate a migliorare la manutenzione e la sicurezza stradale e invece non c’è stato alcun investimento in questo senso. Solo 200mila euro in tre anni che non risolveranno certo le tante criticità che ci sono in città e nelle frazioni. A questo punto mi chiedo: cosa fa Infomobility con tutti questi soldi che incassa dalle multe? Mi sembra non un granché fino ad ora. Le postazioni fisse di car sharing sono sostanzialmente rimaste le stesse di 15 anni fa. Erano 11 ora sono 12. Le uniche che sono aumentate sono le postazioni mobili per le quali Infomobility non ha costi. Le postazioni fisse di bike sharing sono ferme a 46 quando il Pums ne prevedeva 70. Ciò che è stato fatto sono le postazioni mobili che non sono mai decollate, ad eccezione dei monopattini, con tutti i problemi che sono conseguiti».
«Cicletteria, orari critici»
«La cicletteria - prosegue l'ex sindaco - in stazione ha orari non consoni a una città turistica come Parma, non è sempre aperta. E chiusa nei giorni festivi e in orari giornalieri in cui i treni devono ancora arrivare. Di velostazioni ce ne è una sola in via Toscana, che nessuno usa perché non è conosciuta. Sono stati dati degli incentivi per le biciclette elettriche, ma non per quelle normali. E non tutti possono permettersi di acquistare una bicicletta elettrica. Inoltre aggiungo che i servizi per il rilascio dei permessi sono di gran lunga peggiorati e fare o rinnovare i permessi solo su appuntamento o on-line. Io continuo a pensare - è la conclusione - che l’obiettivo del Comune e anche a questo punto di Infomobility - è la conclusione - sia di fare cassa con le multe. Non a caso nel 2023 sono previsti 22 milioni derivanti da incassi di multe».
Gian Luca Zurlini
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