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Post anti-Fecci, condannato un ingegnere

Post anti-Fecci, condannato un ingegnere

19 Maggio 2023, 03:01

Il casus belli è relativo alla tangenziale, e c'è chi è «partito per la tangente», spingendosi oltre il legittimo diritto di critica. Così ha stabilito il giudice Alessandro Conti, condannando un ingegnere settantenne per diffamazione continuata nei confronti del sindaco Fabio Fecci che, rappresentato dall'avvocato Daniele Carra, si era costituito parte civile. Il professionista dovrà pagare settemila euro di multa oltre il risarcimento dei danni in favore del primo cittadino nocetano da liquidare in sede civile e cinquemila euro di provvisionale immediatamente esecutiva e le spese processuali e quelle legali della parte civile. Il pm Laila Papotti a carico dell'imputato aveva chiesto un anno di reclusione.

All'inizio, sembrava che la questione fosse sollevata in modo accettabile sul profilo facebook dell'ingegnere. Il primo post, del 2 luglio 2019 recitava: «Fino a quando i nocetani voteranno Fecci, i tir transiteranno in centro. La sua devastante tangenziale non verrà mai costruita». L'aggettivo «devastante» sarebbe da legare al tracciato: anni prima, l'ingegnere aveva proposto che la strada fosse realizzata tra le corsie dell'A15. Un'ipotesi naufragata prima ancora di sorgere: già nel 2012 era stata definita inattuabile dalla Provincia.

Di buon'ora, un paio di giorni dopo, comparve un altro post (nel quale si chiamava in causa anche Autocisa) di tono ben diverso, con accuse di malversazioni e ipotesi di presunte indagini della Procura. A corollario, emoticon con feci umane. Quel mattino di luglio fu molto caldo: nemmeno un'ora dopo, seguì un secondo post con accuse di falso ideologico. L'indomani, sul profilo del professionista, una terza «puntata», dedicata ai «cazzari della tangenziale». Il 6 luglio, sempre sullo stesso profilo, la doverosa spiegazione di quel termine vago: «Cazzaro è sinonimo di fanfarone che deriva da fanfara: è chi promette da decenni che “domani” farà la tangenziale».

Troppo soft? Nemmeno mezz'ora si «rimediò», con una bordata con la quale, in sintesi, a Fecci si dava del «delinquente». Seguirono altre cordiali esternazioni, alle quali alla fine il sindaco decise di reagire con una querela per diffamazione aggravata nel settembre del 2019. Ma la questione tracimò nel 2020, con altri pubblici messaggi, anche sul sito Noceto News, sempre dedicati a Fecci, nei quali risaltavano termini quali «scemenza», «ignoranti», «truffatori/tragattini come nessuno mai», definendo il sindaco un «devastatore ambientale», «falsificatore», «imbroglione» e «manipolatore». Aggiungendo di non ricevere denunce per le sue affermazioni perché chi avrebbe dovuto sporgerle aveva la «coda di paglia». In realtà, nel novembre di quell'anno Fecci avrebbe fatto seguire una seconda querela, accorpata poi alla prima in sede processuale.

Ma non è che una parte della vicenda. In un paio di settimane, nel maggio del 2021, sul profilo dell'ingegnere, Fecci si vide dare dell'«ottuso», del «pazzo», dell'«asfaltatore»... Se ne discuterà in aula alla terza tappa della maratona giudiziaria, il 26 settembre, con un nuovo processo. La tangenziale dovrebbe essere inaugurata tra poco più di un anno. Sarà lastricata da altre denunce?

Roberto Longoni

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