SANITÀ
È un giorno di festa perché l'Ordine dei medici di Parma inaugura una sede rinnovata e ampliata, ma la soddisfazione che accompagna il taglio del nastro non spegne preoccupazioni e critiche. Il nodo è quello che da anni ingarbuglia il mondo della sanità: i medici sono sempre meno, la burocrazia è sempre più invadente e gli stipendi sempre meno allettanti. Se a questo si aggiungono il picco dei pensionamenti che verrà toccato quest'anno e la fuga dal Sistema sanitario nazionale per andare a lavorare «a gettone», ecco che diventano sempre più nitidi i confini di quella «situazione molto difficile» di cui parla Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, poco dopo il taglio del nastro.
La grande fuga
«Molti medici abbandonano il Sistema sanitario nazionale, perché lo ritengono poco attrattivo, per andare a fare i gettonisti. Esiste poi un eccesso di burocrazia, una vera e propria invasione della burocrazia all'interno di un lavoro in cui deve essere esaltata l'autonomia professionale». Quindi, meno scartoffie e più spazio al rapporto medico-paziente, ma anche «stipendi più alti». Anelli ne è sicuro: «Senza queste misure difficilmente si risolverà il problema».
Le criticità però non si riducono alla fuga dal «pubblico», perché mancano i medici e in più c'è anche il picco dei pensionamenti a complicare il quadro.
«Se ci troviamo in questa situazione è perché qualcuno, in passato, ha sottofinanziato le borse di studio per le specializzazioni e per la medicina generale. La svolta è arrivata con il rifinanziamento del ministro Speranza. Ora stiamo ragionando con l'attuale ministro della Salute, Schillaci, per risolvere il problema della carenza di medici generata da anni di tagli ed errata programmazione».
Come anticipato, anche i pensionamenti riducono il numero dei camici bianchi. «La gobba pensionistica - conclude Anelli - raggiungerà l'apice tra il '22 e il '23, con il 40% di medici in pensione in più rispetto all'ordinario. Questo è un ulteriore problema più volte rappresentato. È stato chiesto alla politica di prendere provvedimenti che però non sono stati presi. Ora la situazione è molto difficile. Ne usciremo tra tre o quattro anni, quando i provvedimenti presi dai precedenti Governi e dall'attuale daranno i loro frutti, cioè quando il numero di specialisti tornerà ad essere sufficiente».
Rastelli sarà beato
Poco prima di benedire la nuova sede dell'Ordine, ieri il vescovo Enrico Solmi ha anticipato che in autunno inizierà il percorso di beatificazione di Giancarlo Rastelli, cardiochirurgo e ricercatore di origini parmigiane. «Il 7 ottobre in cattedrale inizierà il processo di beatificazione del dottor Rastelli».
Il «modello Parma»
«Questa è la casa di tutti i medici», afferma il presidente dell'Ordine dei medici di Parma, Pierantonio Muzzetto, in qualità di padrone di casa. Nella sua dettagliata relazione fa riferimento al «modello Parma» nel campo della gestione della salute, che vede i medici collaborare con l'ospedale, l'Azienda sanitaria locale, l'Università, il Comune e la Provincia. Muzzetto però non dimentica come sia cambiato il clima e come i medici, da eroi, siano diventati dei bersagli. «L'Ordine non ha esitato a schierarsi da anni a sostegno della professione, troppo spesso dimenticata dalla politica, anche nazionale, ed oggetto, negli ultimi anni, di violenza verbale e fisica, segnale di un rispetto declinante per certo verso conseguente alla inidonea considerazione di certa parte politica». Il tono è garbato, ma la critica è senza sconti.
Cura e territorio
«Questa comunità crede nella saldezza delle istituzioni sanitarie», assicura il prefetto Antonio Garufi, tornando al periodo drammatico dell'inizio pandemia, mentre Ettore Brianti, assessore al Welfare, ricorda che proprio nella sede di via Po «sono state poste le basi per le Case della salute e ora si sta affrontando il passaggio alle Case della comunità». Da medico, «sono un iscritto all'Ordine», Brianti non nasconde i problemi del mondo sanitario: «Facciamo fatica a trovare medici e infermieri. Aumentano le difficoltà proprio quando crescono le domande di aiuto».
Sulla carenza di camici bianchi il rettore Paolo Andrei lancia un avvertimento: l'aumento dei professionisti non può andare a scapito della qualità della formazione. «Ampliare i numeri senza guardare alla qualità sarebbe un grave errore».
Il procuratore Alfonso D'Avino, a lungo tentato dall'intraprendere la carriera medica, confessa di essere un idealista: «Nella vostra, come nella nostra professione, vedo preponderante il dato missionario».
Massimo Fabi, direttore dell'ospedale Maggiore e commissario straordinario dell'Ausl, sottolinea l'importanza di «far crescere il sistema delle cure territoriali» e poi aggiunge: «La valorizzazione delle competenze dei professionisti deve essere l'obiettivo delle aziende sanitarie».
Pasqualino Toscani, comandante provinciale dei carabinieri, parla dell'«altissimo rapporto di collaborazione» fra l'Arma e il mondo sanitario, mentre Laura Cavandoli, deputata parmigiana della Lega, anticipa una novità parlando della proposta di legge, già approvata alla Camera e ora all'esame del Senato, a favore dello screening tra i bambini per il diabete di tipo 1 e la celiachia. «Abbiamo già trovato le risorse per la proposta, portata avanti con il collega Giorgio Mulé, e lo screening partirà l'anno prossimo».
Fabio Rainieri, vicepresidente dell'assemblea legislativa della Regione, ricorda invece «che Parma è stata la prima città in regione ad avviare il percorso di unificazione fra le due aziende sanitarie del territorio», riferendosi all'Ausl e all'Azienda ospedaliero universitaria.
Barbara Lori, assessore regionale alle Pari opportunità, nel finale della mattinata torna a difendere l'importanza del Sistema sanitario nazionale. «In questo territorio il sistema c'è, ma vogliamo che sia presente in modo ancor più forte e consapevole».
Pierluigi Dallapina
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