EMERGENZA CRIMINALITA'
Dalla movida alle spaccate, dalla vita serale alla malavita notturna. Dal divertimento alla rabbia.
«Ormai ci siamo passati praticamente tutti. Ogni locale della strada ha subito almeno un furto o un tentativo di effrazione. E il problema è che non sappiamo in che modo difenderci».
A parlare è il gestore di un ristorante di via Farini. Dove, aggiunge un collega, «il problema non è chiedersi se si verrà derubati. Ma sapere quando e, soprattutto, quante volte».
C'era una volta la strada, appunto, della movida, la via del divertimento, delle compagnie. Quando qualcuno si lamentava era per la troppa esuberanza dei gruppi di ragazzi. Adesso, molto è cambiato: e il bilancio quotidiano è quello delle vetrine sfondate.
«Noi siamo gli ultimi della lista: da noi sono arrivati l'altra notte - spiega il titolare di Sorelle Picchi e Panino d'Artista. - Sono passati dal retro, hanno rubato un po' di soldi e un paio di palmari. La cosa pazzesca è che servono a noi per lavorare ma non hanno mercato altrimenti, non sono cellulari». Già, ma i due balordi, un uomo e una donna probabilmente giovani, che sono stati ripresi dalle telecamere non potevano andare troppo per il sottile: l'antifurto è scattato e dovevano fare in fretta. «Anche perché c'erano ancora i colleghi di altri locali. Ma dal retro sono riusciti ad andarsene».
Una ritirata strategica che, da queste parti, è una stranezza. «E' così, perchè sono sfrontati: sembrano sicuri che il colpo riuscirà - aggiunge il titolare della pizzeria Dolce Vita. - E forse è così: noi siamo stati visitati dai ladri tre volte in un mese». L'ultima pochi giorni fa: per entrare hanno sfondato una vetrina provocando un danno importante. Assai magro invece il bottino: solo sette euro.
«Con questa situazione di allarme permanente nessuno lascia più neppure un fondo cassa. Quindi arrivano, spaccano tutto e se ne vanno con degli spiccioli». Ma questo, non riduce l'esasperazione. Anzi, forse, la rende ancora più bruciante. Dal bar Peter Pan al Gavanasa, dal Tribunale alla gelateria Grom fino al kebab quasi all'angolo di borgo Salnitrara la lista degli esercizi svaligiati in questi mesi si allunga sempre. E in questi mancano quelli in cui il furto è stato solo tentato. «L'altra notte hanno cercato di entrare anche nel pub di piazzale Santa Apollonia ma senza riuscire», spiega chi conosce bene la zona. Mentre ormai è chiaro che la buona sorte non è proprio più sufficiente.
«Noi siamo stati fortunati: non abbiamo avuto visite», raccontano dal bancone del bar «Le malve». - Ma forse a pensarci bene non è fortuna: siamo solo stati protetti dal fatto che dopo l'orario di chiusura, fino all'alba, c'è una persona che si occupa della pulizia ed è quindi sempre presente all'interno del locale. I ladri lo sanno e girano al largo».
Come dire: il vetro blindato e rinforzato non basta più. Serve una presenza in carne e ossa a fare la guardia. Un metodo di difesa che non è certo facile da gestire ma che però qualcuno inizia a prendere in consirazione: «Vista la situazione si potrebbe pensare ad un servizio di vigilanti che monitorino la zona».
Un tempo a riempire la strada bastavano le compagnie di amici e le loro risate, ora servono le guardie e le sirene d'allarma. Dove c'era l'allegria della movida ora c'è la rabbia.
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