×
×
☰ MENU

La storia

Rally del Taro, fra amarcord e nuovi talenti

Rally del Taro, fra amarcord e nuovi talenti

di Monica Rossi

13 Agosto 2023, 03:01

Valtaro Dagli antesignani Almaro Agazzi e Bruno Maloberti (gli anni sono i favolosi ‘80) fino ai giovanissimi (e son promesse, stando alle recenti performance) Filippo Oppici, Manuel Franchi, Alex Gasparini e Tommaso Orsi, passando per gli ormai ultranavigati e vincenti Fabio Federici, Mattia Bardini, Luca Orsi, Massimo Ruggeri, Mirko Mazza, Maurizio Pessina Maurizio, Fabio Rossi, Flavio Federici, Marco Leonardi, Simone Gasparini (per citarne solo alcuni perché la lista, credeteci, è davvero ancora molto, molto lunga): tutti insieme per 40 anni su e giù per i tornanti della Valtaro. È la decennale passione per tutto ciò che fa rima con «motori» che da tempo immemore racconta una pagina distintiva della montagna parmense.

O meglio, a voler essere pignoli, pressoché immemore perché dipende da chi guarda a quei lustri particolari e nella fattispecie al 1984 (anno della prima edizione del «Rally del Taro e del Ceno»): se per i boomer è «roba» di ieri e per i millennial tutt’al più dell’altro ieri, per i ragazzi della generazione Z è un tempo che non faticano (loro!) a definire giurassico. Eppure, nonostante le distanze a volte siderali tra le classi, in queste terre alte c’è un sottile seppure robusto file rouge che lega tra loro le generazioni appassionate di quattroruote. Quel legame si chiama «Rally» e da decenni non c’è stagione che non catalizzi l’attenzione sulle strade della Valtaro e, fino al 1991, anche della vicina Valceno. Parliamo del «Rally del Taro e del Ceno» che ha reso celebre, a livello nazionale e non solo, il parmense occidentale tra il 1984 e il 1991, quando a organizzarlo era l’Automobile Club Parma, per poi trasformarsi (nel ‘94) in «Rally del Taro» grazie alla «Scuderia San Michele», erede valtarese della storica formazione nata nel ‘65 a Parma e che nel 2024 traguarderà il 30° anno alla guida organizzativa dell’evento.

Tutto questo, per dire che in questa parte della montagna certi amori non tramontano mai e sono intergenerazionali: per alcuni è la caccia, per altri è la moto, per altri ancora il volante. Passioni passate di padre in figlio, in barba persino ai sacrifici che si devono compiere per coltivarle. È risaputo forse solo nell’ambiente di chi mastica la specialità, che il noleggio di una vettura per una sola gara è questione di svariate migliaia di euro. E ancora passioni che vanno da sempre oltre il genere: non sono mai mancate in passato le navigatrici, e non mancano oggi. Le prove le mettono sul tavolo la 28enne Nicole Arata e la 27enne Sara Jonnuzzi della LGM Rally, l’Associazione dilettantistica con sede a Bedonia, affiliata all’Acisport e che al 29esimo Rally del Taro ha conquistato il terzo posto nella classifica delle scuderie. Chi pensa che correre, per i giovani, sia solo un passatempo… si ricreda: i risultati ottenuti all’ultimo Rally sono la prova provata di talento e passione.

Gli esordienti Filippo Oppici e Manuel Franchi (su Renault Clio della LGM), ad esempio, hanno chiuso 22esimi assoluti, secondi di classe Rally5 e primi nell’Under25. Venticinquesimi si sono piazzati invece gli altri giovani Alex Gasparini e Tommaso Orsi: i due, su Renault Clio della LGM, si sono portati a casa l’argento nella stessa categoria. E che dire dei più esperti Luca Bertani e Stefano Oppimitti? Primi assoluti nel Rally nazionale del Taro del 2022 e noni assoluti all’Internazionale del Taro 2023.

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI