il caso
Monticelli Giornata di fuoco a Monticelli, non solo per la temperatura oltre i limiti ma per la vicenda del Punto blu.
Gli addetti del circolo anziani intitolato a Giuseppe Verdi, martedì hanno trovato le porte chiuse della cucina e una nuova serratura, senza la possibilità di recuperare le proprie cose e, a quanto pare, senza alcun preavviso, tanto che il presidente del circolo ha sporto denuncia ai carabinieri.
La cooperativa, che gestisce lo stabile e ne detiene la proprietà, giusto qualche ora prima del fatto ha inviato un comunicato a chiarimento delle notizie che già da diversi giorni circolavano in paese dopo la chiusura del circolo Punto blu del primo agosto scorso e riconsegna delle chiavi il 15 dello stesso mese.
Il contratto di affitto dei locali è scaduto a novembre scorso, la trattativa per il rinnovo era iniziata già da tempo ma ha subito più battute d’arresto fino allo sfratto esecutivo dal primo agosto per il circolo Arci Punto blu che gestiva il bar, unico punto di aggregazione sociale in paese aperto anche alla sera.
È intanto in corso una controversia legale: il circolo Punto blu chiede di avere i crediti maturati nei confronti della cooperativa per 230mila euro circa, l’ammontare di una serie di poste di bilancio inserite nel corso degli anni come «prestiti infruttiferi».
Prima della chiusura si trattava anche per un piano di rientro di quel credito così da garantire la gestione al circolo per dieci anni senza che vi fosse un appesantimento dell’affitto per il bar e le diverse sale. Il piano, seppur accetto in linea di massima, non è stato approvato definitivamente. Il litigio fra le parti è arrivato a toccare ora anche il circolo anziani Giuseppe Verdi, senza un motivo apparente e - a quanto dicono i rappresentanti del circolo stesso - senza alcuna comunicazione.
Va ricordato che il circolo Verdi non è affittuario ma un socio fondatore registrato con atto notarile del 1992, paga infatti una quota di convivenza e non un affitto vero e proprio. Fra i due litiganti interverrà il giudice del Tribunale di Parma.
Silvio Marvisi
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