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Dario Chitti, atleta del cus

«Il mio Ironman, la gara della vita»

«Il mio Ironman, la gara della vita»

27 Settembre 2023, 03:01

Occorre tempo per preparare un Ironman, per allenarsi ad affrontare 3,8 km a nuoto in acque libere, 180 km i bici e una maratona di corsa. Occorre tempo sopratutto se non si è abituati alle lunghe distanze. Una regola che vale per tutti. O quasi.

L’eccezione si chiama Dario Chitti, l’atleta del Cus Parma che con due mesi scarsi di preparazione ha esordito all’Ironman di Cervia portando a casa un quinto posto assoluto (e primo italiano) tra gli atleti Top Age - ovvero i non professionisti -, un crono di tutto rispetto, un primo posto nella categoria M30-34 e la conseguente qualificazione diretta per i mondiali di Kona dell’anno prossimo.

Risultati ancora più sorprendenti se si pensa che Chitti era reduce da un lungo periodo lontano dalle gare e che la sua specialità nel triathlon sono le brevi distanze di Sprint e Olimpico.

«Questo è il motivo per cui, a chi me lo chiedeva, ho sempre giurato che non avrei mai fatto un Ironman - conferma Dario -. Mi sembrava una gara folle, impossibile da preparare, proprio per le distanze estreme».

Poi, qualcosa gli ha fatto cambiare idea. «Questo è stato un anno di cambiamenti - risponde -. Per molto tempo il triathlon è stata la mia vita, poi l’infortunio, i covid, la mancanza di gare e di stimoli. E iniziando a lavorare non ho più potuto allenarmi come volevo. Poi, per caso, è arrivata la possibilità di iscrivermi all’Ironman, allora ho pensato che prima di abbandonare avrei chiuso il cerchio. La gara della vita insomma, il mio saluto al triathlon».

Per le poche settimane di preparazione, Dario si è affidato a un allenatore esperto, Corrado Morini del Cus Parma. «In effetti è stata una follia - ammette -. Certo, faccio sempre molto sport, dal surf all’arrampicata, ma non avevo mai fatto più di 100 km i bici, non avevo nemmeno la bici adatta, me l’hanno prestata. E forse il segreto è stato questo: a volte prepari una gara e non raggiungi l’obiettivo, invece questa l’ho affrontata con la testa libera, senza aspettative. Non so spiegarmi come, ma ne è uscita la gara perfetta».

Dario è partito bene: già in griglia si è agganciato a Daniel Fontana, veterano degli Ironman, nel gruppo alle spalle dei Pro. «Il mare quel giorno era calmo, la frazione a nuoto è andata bene. In bici ho preso un bel ritmo e una volta iniziata la maratona ero quarto dei Top. Non sapevo bene cosa aspettarmi, le gambe erano stanche e non avevo mai corso un amaranto prima, invece ho iniziato a correre e mi sono assestato sui 4’/km, almeno fino al 21esimo km. Poi ho avuto qualche crampo, ho rallentato un po’ ma a quel punto l’obiettivo era cercare di stare sotto alle 3 ore in maratona. Negli ultimi km hanno fatto tutto la testa e il cuore».

Dario ha chiuso in 8h35’36’’: 50’53’’ per il nuoto, 4h33’14’’la frazione in bici, 3h01’31’’ per completare la maratona. E tra un anno, il 26 ottobre 2024, lo attendono i mondiali, alle Hawaii.

«Un’ottima scusa per andare a fare surf - dice -. Scherzi a parte, questa volta ho più tempo a disposizione, avrò la possibilità di prepararla meglio, ma vorrei affrontarla con lo stesso spirito con cui ho affrontato Cervia».«È stato entusiasmante. Mi sono accorto che negli ultimi anni ho gareggiato più per gli altri che per me stesso. A Cervia invece ho rivissuto le sensazioni più belle della gara, mi sono rinnamorato completamente del triathlon. Forse dopo tanti anni, avevo bisogno di ritrovare le energie, di affrontare questo sport in modo meno competitivo e più sereno, di gareggiare per me stesso e per il piacere di farlo».

Laura Ugolotti

© Riproduzione riservata

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