Controlli
È la stazione che non vorremmo vedere, tra studenti e pendolari che rientrano in città e gruppi di spacciatori che si mescolano a giovanissimi, con la vita già segnata. È il San Leonardo con le luci spente, tra auto in corsa, pusher in bicicletta e rider che passano col rosso.
Controlli a tappeto
Sono le 19,30 circa di venerdì e in piazzale Dalla Chiesa l'«aria» è irrespirabile: pesante come i passi di quel tossico che non trova pace, finché non sballa. Il servizio straordinario della Compagnia dei carabinieri di Parma parte per un controllo a tappeto dell'intera zona. E appena i lampeggianti azzurri arrivano davanti alla Stazione qualcuno riesce a scappare, ma tanti vengono bloccati in più punti. Un servizio, quello dei carabinieri, sempre più indispensabile e ad alto impatto per aumentare quella che è la percezione della sicurezza delle persone. Soprattutto, per ripulire quei quartieri che da tempo sono in grande sofferenza, visto l'aumento di episodi criminali. Sono servizi che periodicamente vengono pianificati dal comando provinciale, che rientrano in una precisa strategia e che si aggiungono a quelli consueti: sette pattuglie del 112 rinforzate dal Nucleo antisofisticazione e sanità, dal Nucleo tutela del lavoro, dalla Sezione radiomobile, dalla Sezione operativa, dagli uomini di stazioni della provincia e della polizia locale. E il primo a scendere dall'auto dell'Arma è il colonnello Andrea Pagliaro, dall'inizio di settembre comandante provinciale dei carabinieri di Parma.
Stazione ferroviaria
Le pattuglie dei carabinieri in divisa e non si posizionano da una parte e dall'altra della Stazione, mentre alcuni militari controllano anche gli spazi interni e lungo i binari. Il primo ad essere intercettato è un 35enne di colore, che un attimo prima discuteva con un bianco di origine dell'Est. È seduto su dei cartoni, tra bottiglie vuote, immondizia e un angolo di verde usato come wc. Ciabatte e camicia hawaiana, cerca anche di fare lo spiritoso, parlando qualche frase in dialetto, ma i carabinieri irremovibili passano subito all'identificazione. Proprio davanti all'entrata dei treni vengono fermati due, quindi quattro e ancora altri due giovani: massimo vent'anni, tra italiani e stranieri. Si conoscono le generalità e si fanno svuotare le tasche, uno alla volta. Poi arriva lui, accompagnato da una ragazza con gli occhi persi nel vuoto: maglione, capelli raccolti e carnagione chiara, si accende una sigaretta trovata tra i mozziconi nel posacenere dell'ingresso della Stazione. Anche lui non più di 25 anni e l'espressione divorata dalla droga: i carabinieri lo conoscono bene per essere purtroppo autore di numerosi furti.
Via Trento
Un servizio quello della Compagnia dei carabinieri che si muove in diverse zone del San Leonardo e che va avanti fino a notte inoltrata. Le pattuglie si posizionano a distanza. Vengono controllati automobilisti e non solo. Più in là verso l'incrocio con via Venezia i Nas insieme agli agenti della polizia locale controllano i locali: bar che ormai in questa Parma così cambiata vengono gestiti solo da gente di colore o da cinesi. E i residenti, affacciati alle finestre, sui balconi e davanti ai portoni, stanno a guardare, con l'aria soddisfatta per il servizio degli uomini dell'Arma: così il quartiere si sente più sicuro.
Mara Varoli
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