ATLETICA
Un vulcano di simpatia, battuta pronta, plurimedagliata, brillante e futuro medico: è lei, l’ostacolista delle Fiamme oro, Ayomide Folorunso, l’orgoglio della città e dell’Italia.
Campionessa nello sport e nella vita. Studentessa universitaria di medicina e aspirante pediatra, la campionessa dimostra una personalità matura anche negli interessi culturali: attenta al sociale, appassionata di letture fantasy, non manca di approfondire quotidianamente anche le sacre scritture nella comunità pentecostale alla quale appartiene.
È nata in Nigeria, il 17 ottobre 1996, dall’unione fra la madre Mariam e il padre Emmanuel, geologo minerario.
Nella lingua yoruba il suo nome, Ayomide, significa «la mia gioia è arrivata» e il cognome Folorunso «l’ho affidata a Dio perché la protegga».
Alla fine del 2004, a otto anni, ha raggiunto sua madre in Emilia Romagna e si è avvicinata all’atletica nel 2009. A Fidenza ha frequentato le scuole medie e superiori e le sue strepitose doti sportive sono emerse sin dalle prime gare scolastiche: è da quel periodo che viene affidata all’allenatore fidentino Maurizio Pratizzoli, il noto «Mammo» per i borghigiani, sotto la cui guida conquista diversi titoli nazionali giovanili e quindi assoluti.
Il rapporto atleta e allenatore, da allora, continua. E la stessa Ayo ha esclamato: «Mi sono trovata benissimo con lui, sin dal primo momento e da allora abbiamo continuato, sostenendoci, confrontandoci, insomma non è facile avere una sintonia così speciale e una fiducia reciproca che non è mai venuta meno».
E poi Ayomide sorride, mentre racconta un aneddoto. «Il prof è internazionale e in proposito mi ricordo che quando eravamo a Londra, per i mondiali, sulla metro sentiamo una persona che lo chiama ”Mammo, Mammo”: era il figlio di un suo amico che lo aveva riconosciuto e lo voleva salutare».
Ayomide, in forza alle Fiamme oro - la Guardia di Finanza - di Padova, studia medicina e le piacerebbe specializzarsi in ambito pediatrico.
Fra grandi sacrifici, concilia sport e studio, «anche se - ha aggiunto – non è facile farli entrambi».
L’abbiamo raggiunta in una breve pausa, in vista della prossima stagione. «Ed è un momento – ha esclamato Ayo - per tirare le somme, in vista dell’anno che verrà. Penso di avere ancora qualche anno davanti nell’atletica e vorrei vedere se c’è qualcosa dietro l’angolo. Adesso, poi, gratifica il fatto che lo sport entri in Costituzione, ampliandone la visione. Non solo vedendolo come sport, ma anche nel suo valore culturale e sociale».
Tornando al suo rapporto con il professor Pratizzoli, Ayo ribadisce che è raro vedere un atleta restare con lo stesso allenatore per tanti anni. «E’ iniziato un percorso un po’ per gioco e poi siamo arrivati a essere entrambi professionisti. Il segreto penso sia nel non restare mai stagnanti, ma aperti ad ascoltare. Ogni anno è rocambolesco, con allenamenti a Padova, a Parma e poi all’estero, in giro per il mondo».
Adesso Ayo a cosa punta? E’ovvio che oltre alla laurea in Medicina vorrebbe continuare la sua cavalcata in ambito sportivo. «Finchè vedo che arrivano i risultati desidero migliorarmi e crescere e quando la musica cambierà, cambierò anch’io». E quando torna a Fidenza, la sua città, come la chiama Ayo, è sempre una festa. «Inforco la bici e comincio a girare per la città, rivedo volti amici, fidentini che mi salutano, scopro i cambiamenti in città e scopro ogni volta qualcosa di nuovo. Fidenza è una città che cambia. Ma sempre bella».
Insomma, per lei, correre e studiare è vita. E Ayo conclude con una tipica battuta borghigiana in dialetto: «Dabòn».
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