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Sostenibilità

Parmacotto lancia le vaschette che si riciclano nella carta

Parmacotto lancia le vaschette che si riciclano nella carta

11 Ottobre 2023, 03:01

Confezioni di salumi preaffettati che si gettano nel bidone della carta anziché nella plastica. L'innovazione di Parmacotto è notevole sul fronte della sostenibilità nel mondo dei salumi. Il suo nuovo eco-pack - una vaschetta conferibile nella carta, con la plastica che viene ridotta del 70% rispetto alle confezioni standard - è frutto di una lunga ricerca con Seda International Packaging Group. L'amministratore delegato Andrea Schivazappa non nasconde che la novità «potrebbe essere dirimente nel settore», costituito da «consumatori seriali di plastica».

«Siamo partiti con il lancio della prima referenza e pian piano lo allargheremo a tutte le altre, pensiamo entro il 2025 - spiega alla Gazzetta di Parma -. Essere i primi ci riempie di orgoglio. Sostituiremo più di 50 milioni di vaschette in plastica con altrettante interamente conferibili nella carta. L'abbiamo studiato per anni; siamo riusciti ad ottenere un prodotto con la stessa shelf-life della plastica e la stessa garanzia di salubrità del prodotto. E allo stesso prezzo».

I prezzi sono un tema sensibile di questi tempi. Schivazappa sottolinea che l'importante per un'impresa è puntare su ricerca e sviluppo. Creare valore e fare «sostenibilità vera» come chi, rivendica, «soprattutto ha salvato 150 posti di lavoro nel 2015 e oggi, sul territorio, anziché due stabilimenti ne ha quattro e ha 300 dipendenti diretti. Anche questo per noi è sostenibilità: siamo molto orgogliosi di quello che abbiamo fatto e di ciò che stiamo portando avanti per il nostro territorio. Fra digitalizzazione e R&S, negli ultimi tre anni abbiamo investito quasi 10 milioni di euro. Se un'azienda non è digitale, non può essere sostenibile».

Sul fronte delle performance economiche, invece, l'azienda sta superando un periodo turbolento. Anche puntando sull'estero. «L'anno che va dal giugno 2022 al giugno 2023 è stato il peggiore della mia gestione in Parmacotto», dice Schivazappa, a causa dell'inflazione su energia, materie prime, prodotti accessori e trasporti. «Abbiamo visto molto più che dimezzato il nostro Ebitda. Quest'anno nel secondo semestre si comincia a rivedere un po' la luce: abbiamo migliorato alcuni processi e alcuni parametri (energia, prodotti accessori) sono migliorati. Nel settore rimane problematica la materia prima, ancora a livelli altissimi». Qualche cifra? «Quest'anno finiremo con un consolidato vicino ai 150 milioni». L'Ebitda è in miglioramento e nel 2024 tornerà a doppia cifra.

La politica di sviluppo dei prossimi anni è quasi totalmente concentrata sull'estero: Svizzera, Francia, Regno Unito e Stati Uniti, con un ruolo chiave. «La Parmacotto LLC è passata dai 10 milioni di fatturato del 2019 ai 22-23 milioni di quest'anno - dice Schivazappa e abbiamo acquisito una piccola società vicino a Boston (New England Charcuterie, che produce salami locali, ndr). Abbiamo visto un team di produzione molto preparato e in linea con la nostra filosofia» sulla qualità. Sarà attivato anche un nuovo stabilimento, dove - da giugno 2024 - sarà affettato anche il prodotto italiano. Il mercato Usa per Parmacotto Group vale circa 30 milioni su 150 di fatturato nel 2023. «Pensiamo che velocemente arrivi ad essere il 40% del nostro fatturato complessivo nel giro di due-tre anni. Gli indici di crescita degli Usa sono veloci - spiega l'ad -. Non andiamo a cercare volumi tout court ma qualità. Siamo convinti che il consumatore americano stia molto crescendo a livello di concezione di qualità di prodotto e noi vogliamo essere pronti ad assecondare le loro visioni». Per il futuro c'è anche l'idea di un ristorante Parmacotto a New York. L'obiettivo non è la ristorazione in sé ma è ben più ampio: «Una strategia che porti Parmacotto ad essere un brand non soltanto nelle manifatture ma anche nel service a livello di food».

Andrea Violi

© Riproduzione riservata

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