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Lutto

Addio a Orazio Rancati, bandiera crociata

Addio a Orazio Rancati, bandiera crociata

18 Ottobre 2023, 03:01

La brutta notizia è arrivata ieri dalla Valtellina: a 83 anni si è spento Orazio Rancati. Ai giovani tifosi di oggi il nome dirà poco ma chi ha qualche capello bianco sicuramente saprà quanto questo atipico attaccante abbia pesato nella storia della Parma.

Vi ha giocato solo tre anni, Rancati, tra il '69 e il '72. Ed erano anni di categorie basse, ma ha lascito un segno così importante che alla sua partenza, due numi del giornalismo sportivo parmigiano come Aldo Curti e Gian Franco Bellè gli dedicarono un instant book di saluto. In cifre, 90 partite 41 gol. E un coro («Ranca, ranca ranca ... Leon leon leon») che la curva di allora coniò sulle note del motivo del film «L'armata Brancaleone».

La storia calcistica di Rancati prende le mosse in Valtellina dove il suo talento, quand'è ancora ragazzino, viene segnalato all'Inter, che lo porta nelle sue giovanili. Orazio fa con successo la trafila e arriva nel '59 a debuttare in prima squadra. E' un trequartista e davanti a lui ci sono Firmani e Angelillo, Al debutto va in gol contro la Fiorentina e sembra aprirglisi una carriera luminosa, anche perché le doti tecniche sono notevoli.

Il 1960 è l'anno delle Olimpiadi e Rancati entra nel mirino dei selezionatori Rocco e Viani. E' reduce da un'appendicite e gioca solo dalla terza gara in poi a fianco dei vari Trapattoni, Rivera, Burgnich, Salvadore. Poi però gli càpita di mangiarsi un gol, e l'episodio lo segnerà: in semifinale contro la Jugoslavia sullo 0-0 nei minuti finali il portiere respinge un tiro di Rivera e lui arriva, con la porta spalancata, ma colpendo di collo anziché di piatto spedisce la palla sul palo e poi fuori. Dopo il 90' il sorteggio, effettuato nel cappello di Rocco, manderà avanti gli slavi. E Rancati la prese molto male, al punto da chiedere di tornare a casa prima della finale per il terzo posto.

E le cose non migliorano all'Inter dove l'amicizia con Angelillo lo rovinerà. Già, perché arriva Helenio Herrera ed entra in rotta di collisione con l'argentino, accusato di frequentare troppo i night. Per il «Mago» anche Rancati è complice di queste scorribande, ma lui negherà sempre: «Mai visto un night in vita mia... Angelillo di solito mi dava un passaggio agli allenamenti perché sua sorella abitava di fianco a casa mia. Tutto lì...» ha raccontato qualche anno fa a Paolo Borelli sulle nostre colonne. In una stagione non gioca mai e così finisce al Genoa, poi al Cesena e all'Imolese, una carriera in serie minori ma sempre all'insegna di colpi di classe e senso del gol, pur con spirito di sacrificio. E' a Imola, in C che l'allora Parmense lo pesca nel '69 per fare la D con grandi ambizioni. Lui impiega sei gare a carburare e la prima rete la segna al Tardini contro il Sassuolo, un tap in dopo la traversa colpita da Ideo Bertozzi. A gennaio la Parmense torna a chiamarsi Parma, Rancati timbra anche nel derby col San Secondo e il Parma alla fine è primo e promosso in C anche grazie ai suoi 14 gol. 12 gare le gioca anche il grande Bruno Mora.

In C Rancati fa ancora meglio: 19 reti in 33 presenze, alla fine i crociati sono quinti. Contro il Seregno dribbla tutta la difesa portiere compreso, per il millesimo gol nella storia del Parma. Nel '71-'72 infine il rammarico è quello di aver incrociato l'Ascoli schiacciasassi di Carletto Mazzone. Il Parma arriva secondo e lui fa da spalla a uno scatenato Bonci.

A quel punto però la voglia di tornare vicino a casa ha il sopravvento nonostante i parmigiani lo abbiano adottato con grande trasporto. Finirà la carriera portando il Morbegno in Serie D a metà anni '70. E, al posto di responsabile del settore giovanile che il Parma gli offre, preferisce quello di bancario al Credito della Valtellina di Sondrio. Continua a insegnare la sua straordinaria tecnica ai ragazzini del Morbegno, tra i quali suo nipote. Ieri, a 83 anni, se ne è andato e con lui una figura iconica della storia del Parma. Perché la squadra e la società poi hanno toccato ben altri vertici negli anni, ma le radici della passione di oggi vengono ancora dalle grandi figure di ieri e Orazio Rancati è stato una di queste.

red.spo.

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