Aveva 85 anni
Era nato e vissuto per tutta la vita nello stesso posto, e cioè nel cuore della Parma antica, piazzale San Lorenzo, dove il padre Mario, che gli aveva instillato il valore del lavoro, aveva aperto una fabbrica di scarpe.
Gian Paolo Mattioli è venuto a mancare nei giorni scorsi all’età di 85 anni. Dopo il liceo si era iscritto all’Università per laurearsi in Ingegneria meccanica, in considerazione della sua grande passione nei confronti di questo tipo di materia e anche grazie alla sua innata capacità di apprendere nozioni di vario tipo, soprattutto riferite a temi tecnico-scientifici.
Dopo aver lavorato per anni alla «Bormioli Rocco», negli anni ‘70 fondò la sua azienda, la «Lamec», nel quartiere artigianale di via Mantova. Un’azienda modello che, fin dagli inizi, suscitò il favore di grandi gruppi industriali che si appoggiarono a questa nuova realtà che si occupava di pezzi di ricambio e di precisione e si inserì, a pieno titolo, nel settore della meccanica di precisione.
Mattioli amava talmente il proprio lavoro ed era così padrone della propria materia che inventò una macchina per la scelta dei vari prodotti che si rivelò uno strumento molto importante. Possedeva una grande forza, sia fisica sia morale. Persona colta, lettore molto assiduo e attento, scrupoloso osservatore, non lo si trovava mai impreparato nei vari campi, dalla politica alla cronaca, all’economia e allo sport.
Mattioli era un grande sportivo, tifoso del Milan, squadra che seguiva sia in campionato che nelle varie Coppe. Amava il calcio per averlo praticato da giovane in alcune squadre amatoriali. Una passione che trasmise al nipote Gianpaolo che accompagnava spesso agli allenamenti quando giocava nella «Montebello».
Mattioli fu pure un appassionato di nuoto essendosi fatto onore, da ragazzo, a livello nazionale nello stile «farfalla» . Faceva del bene senza tanto clamore, la sua concreta vicinanza nei confronti dei meno fortunati fu sempre molto silente e discreta. Umiltà, generosità e bontà facevano parte del suo carattere e del suo stile di uomo e di imprenditore.
Era molto legato alla famiglia: alla moglie Adele, con la quale era sposato dal 1961, alla figlia Monica, docente di inglese, agli adorati nipoti Giampaolo e Beatrice che stravedevano per quel nonno affettuoso e saggio, alla sorella Manuela e al genero Luigi che considerava un figlio. Il funerale sarà oggi alle 15 nella chiesa dello Spirito Santo in via Picedi Benettini 14.
Lo.Sar.
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