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INTERVISTA

Bilancio comunale, l'assessore Bosi: «Tasse invariate e nessun taglio ai servizi»

Bilancio comunale, l'assessore Bosi: «Tasse invariate e nessun taglio ai servizi»

26 Novembre 2023, 03:01

Domani in consiglio comunale, sarà presentato il bilancio di previsione 2024-2026. Abbiamo chiesto a Marco Bosi, assessore al Bilancio, di presentare i contenuti del documento previsionale che, nonostante i rincari legati all'inflazione e i previsti tagli agli enti locali, lascerà invariata l'attuale tassazione, pur mantenendo inalterato l'attuale livello di servizi offerti alla cittadinanza.

Assessore Bosi che cosa la soddisfa maggiormente di questo bilancio?

«C'è grande soddisfazione perché siamo riusciti a chiudere un bilancio di previsione molto più complesso rispetto agli anni passati a causa dei rincari legati all'inflazione e anche ai tagli agli enti locali previsti dal Governo. In questo difficile scenario, manterremo inalterate le aliquote fiscali e lo stesso livello di servizi, anche se alcuni settori dovranno ricevere delle iniezioni di risorse in corso d'anno, a partire dal sociale, attraverso trasferimenti e tramite le disponibilità dell'avanzo. Assicuro inoltre che le fasce deboli saranno tutelate perché manterremo tutti gli sgravi e le agevolazioni finora esistenti».

Quanto incide l'inflazione sul costo dei servizi?

«L'inflazione è l'elemento che che impatta maggiormente sul costo dei servizi. Anche gli appalti che andranno in scadenza quest'anno dovranno essere riparametrati ai valori di mercato».

Quali appalti andrete a rinnovare?

«I più importanti sono quelli per la gestione dei nidi e delle materne, con uno stanziamento che passerà da 6 a 6,7 milioni di euro, e quello per la manutenzione del verde pubblico che passa invece da 4 a 5,5 milioni, con uno stanziamento ad hoc di circa duecentocinquantamila euro per la manutenzione delle aree giochi dei parchi cittadini».

L'inflazione pesa anche sulle tasche delle famiglie. Come cambieranno le tariffe?

«Nonostante lo scenario estremamente complicato, ci sarà l'adeguamento di alcune tariffe, ma con valori inferiori a quelli dell'inflazione. I comuni hanno infatti l'obbligo di prevedere delle tariffe che coprano almeno il 36 per cento del costo del servizio. Il Comune di Parma prevede tariffe che coprono mediamente il 36.52 per cento del costo del servizio. Se però le spese dovessero aumentare, per legge saremmo obbligati a mettere mano alle tariffe. Al momento siamo al limite, vedremo cosa accadrà. Per essere più concreto e far comprendere il nostro impegno faccio un esempio: abbiamo lasciato inalterato il servizio dell'Happy Bus che ha un costo di 2,1 milioni di euro e per il quale incassiamo 300mila euro attraverso le tariffe».

Un'altra voce di entrata che tocca direttamente i cittadini è l'addizionale Irpef. Cambierà qualcosa?

«Non cambierà nulla, viene confermata l'esenzione totale dell'addizionale comunale per la fascia di reddito 0-12mila euro. Avevamo provato a ipotizzare uno scaglione intermedio per non passare di colpo da una esenzione totale a un'aliquota piena, ma il risparmio per i lavoratori era irrisorio e la conseguente riduzione dei servizi molto significativa».

E per quanto riguarda l'Imu?

«Al momento confermiamo tutti gli sgravi e le agevolazioni previste negli anni precedenti. Ci sono però delle incognite su alcune fasce, in particolare sui cosiddetti canoni ulteriormente agevolati (ossia più bassi del canone concordato). Non è detto che riusciremo a premiare questa fascia perché il Governo, nelle bozze, dice ai comuni di non prevedere categorie diverse rispetto a quelle che sono stabilite dallo Stato».

A proposito di Governo, a quanto ammonterebbe il «taglio» di risorse previsto per Parma?

«Su questo fronte c'è incertezza e preoccupazione. C'è soprattutto grande insoddisfazione per il fatto che dopo sette anni si torni a parlare di tagli agli enti locali. É una stagione che speravamo esserci lasciati alle spalle. Quanto all'ammontare dei tagli, il fondo di solidarietà comunale, trasferito dallo Stato, dovrebbe ridursi di 2,5 milioni di euro, ma non si tratta ancora di una cifra definitiva. Purtroppo il fondo penalizza chi è più bravo a incassare le proprie imposte e non stimola i comuni virtuosi come il nostro. Al momento si ragiona su ipotesi, quando sarà approvata la legge di bilancio aggiusteremo le nostre previsioni. Speriamo di poterlo fare in positivo».

Parma da anni è in prima linea nella lotta all'evasione.

«Recuperiamo oltre dieci milioni di euro all'anno. Parallelamente alle operazioni di recupero crediti, quest'anno abbiamo allargato le maglie rispetto alla possibilità di rateizzare le proprie pendenze con l'ente».

Che spazio di manovra offre questo bilancio?

«Sui bilanci previsionali lo spazio di manovra è ridotto all'osso. Preoccupa soprattutto la sempre maggiore rigidità del bilancio. Basti pensare che la percentuale delle spese incomprimibili (rimborso dei mutui, stipendi dei dipendenti, appalti) sulla spesa corrente, continua a crescere. Siamo arrivati a quota 98,41 per cento dell'intero bilancio, 97,18 per cento se non consideriamo incomprimibile il contributo al teatro Regio. Gli unici spazi di manovra sono possibili con le variazioni di bilancio in corso d'anno. In questo difficile contesto siamo riusciti a confermare le nuove assunzioni (66) per il 2024 e a garantire nuovi bandi».

Il Comune accenderà nuovi mutui?

«Sono previsti 35 milioni di euro per nuovi mutui. L'inflazione infatti ha inciso direttamente e indirettamente su più fattori: in primis, il costo delle materie prime e quindi, di riflesso, il costo complessivo delle opere. Ad esempio, il costo della palestra inclusiva di Moletolo è lievitato di altri 800mila euro e ora la spesa complessiva dell'opera ammonta a 6 milioni. Soltanto per le opere Pnrr a giugno avevamo aggiunto 6 milioni, finanziati con l'avanzo, per i rincari dell'ex XXV Aprile e dei nuovi asili a Parma Mia e nel quartiere Eurosia. La Banca centrale europea ha inoltre alzato i tassi e questo ha reso i mutui da sottoscrivere con banche e Cassa depositi e prestiti più onerosi. Bisogna poi precisare che questa cifra è legata al trascinamento di alcuni mutui previsti nel 2023 al 2024».

Quanto pesano sul bilancio le spese energetiche?

«Nel corso di quest'anno il costo dell'energia elettrica e del gas è calato. Rispetto alle previsioni iniziali lo scenario è andato migliorando e quindi, tra spese dirette del Comune e quelle delle partecipate, a partire da Parma Infrastrutture, andiamo a postare a bilancio 2,7 milioni in meno per costi legati a elettricità e gas. Quella relativa dell'energia è una delle pochissime voci di costo in calo in un periodo caratterizzato da forti rincari».

Luca Molinari

© Riproduzione riservata

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