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INTERVISTA

Superbonus: una «scossa» positiva per tutta l'economia

Superbonus: una «scossa» positiva per tutta l'economia

15 Febbraio 2024, 03:01

Centotrentacinque miliardi di euro movimentati. Basta un dato per comprendere l'impatto (positivo) del Superbonus su banche, imprese di costruzioni, industria e servizi. È quanto emerge dall’indagine Cresme per misurare gli effetti del 110 sulla società nel suo complesso.

Come funziona

Il Superbonus ha permesso ai beneficiari di ottenere un rimborso fiscale fino al 110 per cento del valore per interventi specifici, come l'installazione di pannelli solari, la sostituzione di impianti di riscaldamento o per la riqualificazione di edifici finalizzata ad un maggior efficienza dal punto di vista sismico ed energetico.

Il rapporto

Dal XXXV Rapporto congiunturale e previsionale Cresme “Il mercato delle costruzioni 2024”, si evince che il Superbonus, in base ai numeri elaborati dall’Enea nel suo report mensile, ha movimentato dal 31 agosto del 2021 al 30 settembre del 2023 circa 97 miliardi di euro di investimenti ammessi a detrazione. Da ottobre a dicembre il totale, secondo una stima pubblicata ieri dal «Corriere», è salita almeno a 135 miliardi. Queste risorse sono state distribuite tra i soggetti coinvolti nei lavori di efficientamento energetico, ovvero banche, imprese di costruzioni, industrie produttrici e servizi.

Gli effetti positivi

L’analisi di Cresme evidenzia, inoltre, come gli investimenti effettuati abbiano riportato nelle casse dello Stato, a titolo di maggior prelievo fiscale tra Iva e tributi vari, circa il 34 per cento degli investimenti agevolati stessi, vale a dire quasi 46 miliardi di euro. «Il dibattito sulla misura del 110 per cento, molte volte percepito solo come un incentivo per il settore edile, si conferma, invece, essere una misura di cui ha beneficiato tutta la filiera interessata - dice Carlo Bucci, presidente dell'impresa Bucci spa e presidente della sezione Costruttori edili Unione parmense degli industriali - L’indagine di Cresme certifica l’impatto del Superbonus su tutti i settori economici coinvolti nella misura, non solo sulle imprese di costruzioni, confermandone l’efficacia sulla riqualificazione del patrimonio edilizio del Paese».

I dati

A parlare sono i dati: dall’analisi della spesa condotta da Cresme, lo Stato Italiano si conferma il maggior beneficiario della misura, incassando quasi 46 miliardi di euro, il 34 per cento circa del Superbonus; seguono le imprese costruttrici del settore che introitano, al netto di tasse e contributi, 29,4 miliardi di euro, pari al 21,8 per cento del totale, mentre le industrie produttrici incassano 24,6 miliardi di euro, i progettisti e consulenti 17,6 miliardi ed infine gli intermediari finanziari che, nonostante la cessione dei crediti sia diventata a mano a mano sempre più difficoltosa, incassano anche loro il 13 per cento della misura su 135 miliardi totali.

Beneficio per le famiglie

«Penso alle migliaia di famiglie che, attraverso questa misura, hanno potuto incrementare il valore del proprio patrimonio immobiliare, riqualificandolo sotto l’aspetto energetico e sismico - prosegue Carlo Bucci - anche se resta comunque innegabile che sia negli obiettivi del Superbonus, che nelle performance da raggiungere si poteva fare meglio. Tempi più lunghi rispetto alle scadenze previste e un maggior controllo sulla qualità delle imprese esecutrici avrebbero limitato le speculazioni di mercato, contribuendo ad un minor aumento dei costi e ad una maggior efficienza dei bonus impiegati».

La proposta

«Sarebbe infatti auspicabile che, come richiesto da Ance (Associazione nazionale costruttori edili), e solo parzialmente ottenuto – conclude Bucci – le imprese esecutrici dei lavori fossero certificate Soa (Società organismi di attestazione), come succede per qualsiasi cantiere che si produce per la Pubblica Amministrazione, trattandosi appunto di fondi pubblici».

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