Albareto
Tantissime persone hanno partecipato all’incontro di presentazione del progetto di rigenerazione urbana «Centro polifunzionale di carattere culturale», una struttura che prevede un cospicuo contributo della Regione Emilia Romagna. L’incontro è stato convocato dal sindaco Davide Riccoboni e hanno partecipato Barbara Lori, assessore regionale alla Programmazione territoriale, Edilizia, Simona Melli e Dario Costi dello Studio di progettazione MC2, architetti a capo del team di progettisti.
Un progetto che vuole essere un percorso partecipato tra istituzioni e comunità e quest’ultima ha risposto alla chiamata ma non ha mancato di condividere alcune perplessità sulla gestione, sulle funzionalità e sulle progettazioni future di questa nuova struttura, vista da alcuni come una nuova «cattedrale nel deserto» che rimarrà in carico ai cittadini. Il sindaco Riccoboni ha aperto l’incontro presentando le motivazioni che hanno spinto l’amministrazione a cercare nuove progettazioni e opportunità anche legate ai bandi regionali rivoti alle piccole comunità di montagna e che offrono possibilità di sviluppo e rilancio.
«Siamo partiti da un problema concreto e abbiamo cercato di trasformarlo in una risorsa per la comunità. Il capannone comunale non è più a norma su tutti gli aspetti strutturali e impiantistici e il recupero comporterebbe una spesa per il comune molto maggiore rispetto al trasferimento in un’altra area più adeguata con una nuova struttura - ha introdotto Riccoboni - Attraverso il progetto di rigenerazione urbana avremmo la possibilità di riqualificarlo e avere un nuovo edifico con finalità diverse da quella di magazzino comunale che troverà collocazione altrove, trasformandolo in un centro polifunzionale a servizio della comunità, con una futura programmazione turistica».
Un tema caldo per la comunità riguarda i costi dell’intervento: «L’intervento prevede un costo totale di 1milione e 349mila euro. - ha spiegato Riccoboni – di cui 760mila coperti dal Bando Rigenerazione urbana 2021 più ulteriori 225mila euro dopo concertazione sulle aree interne sempre della Regione Emilia-Romagna (Stami) e altri 180mila grazie a un bando aperto della Fondazione Cariparma, lasciando così, tolti i ribassi d’asta, un impegno da parte del comune di circa 60mila euro coperti da accantonamenti». Per alcuni cittadini rimane anche poca chiarezza su ciò che si pensa di fare in questa struttura: «Non sono state presentate progettazioni concrete di attività e non c’è una visione futura». I residenti preferirebbero che fossero utilizzate risorse in altri ambiti come il miglioramento del manto stradale nelle frazioni o l’adeguamento sismico della palestra comunale. A fronte dei dubbi espressi da una parte di cittadini ed essendo un progetto che vuole essere partecipato e dell’intera comunità, l’amministrazione comunale lancerà un sondaggio online e cartaceo per decidere i prossimi step. L’assessore Barbara Lori ha rimarcato «la premialità che è stata data al progetto di Albareto che ha ottenuto valutazione di merito e piena coerenza con gli obiettivi del bando finalizzato a interventi su edifici pubblici per la creazione di nuove opportunità per le comunità con un impegno complessivo di 47 milioni di euro messi in campo dalla Regione Emilia Romagna:«È un’opportunità importante per la montagna poter partecipare a questa tipologia di bandi che vogliono migliorare, trasformare la qualità di edifici spesso sottoutilizzati con riqualificazioni ambientalmente sostenibili in particolare su efficiente ti energetico e sicurezza sismica, rilanciando così la possibilità di creare nuove opportunità per la comunità e per possibili sviluppi anche di valorizzazione turistica. Ottenere un finanziamento così importante premia Albareto e il progetto candidato al bando regionale. Eventuali diversi orientamenti dell’amministrazione saranno certamente valutati nell’ambito dei reciproci impegni e del cronoprogramma definito»».
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