×
×
☰ MENU

Dopo l'inchiesta della Gazzetta

Il «salasso» degli asili accende la polemica

Il «salasso» degli asili accende la polemica

29 Febbraio 2024, 03:01

Gli asili di Parma sono risultati i più cari dell'Emilia. E inevitabilmente, dopo l'inchiesta di ieri della «Gazzetta» si apre la polemica politica.

«Dopo più di un anno e mezzo dall'insediamento della giunta Guerra - attacca Priamo Bocchi, capogruppo di FdI in consiglio comunale - i bilanci in vari settori amministrativi sono impietosamente fallimentari. Il fatto che a ricoprire la delega ai servizi educativi per l'infanzia sia una "pasionaria" della sinistra radical come l'attuale assessora Bonetti, stride con la notizia che le tariffe di asili nido e scuole materne di Parma siano di gran lunga le più alte della regione».

Bocchi rincara aggiungendo il dato relativo ai costi delle mense delle scuole d'infanzia e delle primarie della nostra città, «che risultano non solo i più alti della regione ma addirittura tra i più alti d'Italia. Un'indagine svolta dall'Osservatorio mense scolastiche di Cittadinanzattiva sull'anno 2022-23, ha rilevato che in queste poco lusinghiere classifiche, con un costo medio per bambino di 1.112 euro annuo, Parma è al quinto posto in Italia per gli asili e al quarto posto per le scuole primarie. Insomma, tra liste d'attesa lunghissime (più di 1200 bambini lo scorso anno), convenzioni con le scuole paritarie pasticciate, costi esorbitanti per nidi e materne e assenza di efficaci azioni di sostegno alle famiglie, l'attuale amministrazione non sta offrendo l'auspicato aiuto che possa favorire la ripresa della natalità».

«Se siamo tutti d’accordo - riflette Serena Brandini, capogruppo del gruppo consiliare Azione - che i bambini e le famiglie in difficoltà economica debbano avere il diritto alle pari opportunità d’accesso a tutti i servizi, per primi quelli educativi e scolastici, i costi di questa pur giusta e condivisibile scelta non possono essere però sempre a carico delle famiglie con un reddito medio e una situazione lavorativa più stabile».
Posto che siamo davanti a un problema complesso, aggiunge Brandini, «a quasi due anni dall’insediamento di questa Amministrazione, ci sembra che sia affrontato con poca volontà di innovazione proponendo soluzioni note ma non efficaci. Per esempio, ci chiediamo se anche la nuova convenzione con le scuole dell’infanzia, che aveva l’obiettivo di aumentare il numero dei posti per abbattere le liste d’attesa, grazie anche al fondo regionale, porterà un reale beneficio alle famiglie o si risolverà in quasi nulla di nuovo all’orizzonte. A questo proposito non possiamo non ricordare che il sostegno alla mozione sullo “ZeroSei”, bocciata dalla maggioranza pochi mesi fa, aveva proprio l’intento di iniziare a sperimentare una nuova organizzazione che consentisse, all’interno di un quadro normativo che risale ormai al 2017, un approccio nuovo e integrato tra nidi e scuole d’infanzia e una collaborazione stretta tra il pubblico e il privato».

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI