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Autocisa, «esplode» il viadotto Gravagna: traffico riaperto tra Berceto e Pontremoli

Autocisa, «esplode» il viadotto Gravagna: traffico riaperto tra Berceto e Pontremoli

22 Giugno 2024, 03:01

La tratta Pontremoli - Berceto è stata riaperta ieri mattina alle 3.07, in entrambi i sensi di marcia. La tratta autostradale è stata chiusa per lavori tutte le sere da lunedì 17, dalle 21 alle 5.

La chiusura di questo tratto dell'Autocisa è stata necessaria per consentire la demolizione tramite esplosivo dei tre archi metallici a sostegno degli impalcati della carreggiata nord del viadotto Gravagna, opera iconica realizzata nei primi anni Settanta ubicata in prossimità della galleria di Valico che separa la Toscana dall’Emilia Romagna.

La demolizione, avvenuta durante le notti di mercoledì e giovedì con il coinvolgimento di oltre 60 persone, è stata effettuata a traffico chiuso, garantendo condizioni di sicurezza per gli operatori e gli utenti.

Per lo svolgimento dell’intervento è stato inoltre installato un sistema di monitoraggio costituito da circa 90 inclinometri e circa 90 accelerometri posizionati su pile e impalcati, sia della carreggiata nord che della carreggiata sud, con l’obiettivo di monitorare gli effetti della demolizione, per verificare che l’onda d’urto non creasse sollecitazioni eccessive verso le parti strutturali ancora da demolire. Per smorzare l’effetto della caduta sono state utilizzate dune di materiale inerte per assorbire le vibrazioni indotte dall’impatto al suolo.

La riapertura è avvenuta al termine delle prove di carico e delle verifiche di sicurezza strutturale che sono state effettuate quotidianamente.

La demolizione dei tre archi metallici a sostegni degli impalcati della carreggiata nord, del peso di circa 400 tonnellate ciascuno, si inserisce all’interno dell’importante piano di ammodernamento del viadotto da parte di Salt.

Nell’autunno 2023 la concessionaria ha avviato le fasi di demolizione e ricostruzione dell’opera, un intervento di particolare complessità che richiede lo smontaggio, concio per concio, con la stessa successione con la quale l’opera è stata a suo tempo costruita, per poi procedere al rifacimento degli impalcati, uno alla volta.

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