×
×
☰ MENU

Lutto

Bardi in lacrime, addio a don Roberto Mazzari

Bardi in lacrime, addio a don Roberto Mazzari

di Laura Caffagnini

23 Luglio 2024, 03:01

Anche a Bardi ha suscitato cordoglio la morte di don Roberto Mazzari che dal 1980 al 1987 è stato co-parroco di Bardi e parroco di Casanova. Settantotto anni, è stato trovato esanime in canonica la mattina di domenica a Rottofreno, dove era parroco dal 2016.

Prima di arrivare a Bardi era stato per cinque anni segretario vescovile e in seguito parroco in diverse comunità, tra cui Tarsogno e Tornolo. Quattro anni fa aveva festeggiato il cinquantesimo di presbiterato. Non ha mai smesso la sua infaticabile opera a servizio delle parrocchie che ha servito.

«Ci si riposa in paradiso» era solito dire a chi gli consigliava di allentare il ritmo. Ieri è stata celebrata una veglia di preghiera anche a Bardi.

Oggi alle 17 il vescovo di Piacenza, monsignor Adriano Cevolotto presiederà il funerale nella chiesa di Cotrebbia, paese di origine di don Mazzari. La festa patronale dell’Addolorata del 1980 fu un giorno singolare per Bardi perché segnò l’ingresso di due giovani preti – don Francesco Cattadori e don Roberto Mazzari – con l’incarico di co-parroci, una novità per la parrocchia che presto imparò a conoscerne il valore e la dedizione. Come insegna il Vangelo, don Roberto non faceva favoritismi, amava tutti indistintamente. Era molto colto, nelle omelie citava i Padri della Chiesa.

Il bardigiano don Giuseppe Basini, oggi vicario generale della diocesi di Piacenza, era tra i giovani che lo hanno apprezzato. «Negli anni in cui è stato a Bardi lo ricordo come un sacerdote che si è speso con grande fedeltà e generosità nell’annuncio del Vangelo, nella cura delle celebrazioni liturgiche e nell’educazione dei ragazzi e degli adolescenti. Con il suo esempio di sacerdote integro, dalla spiritualità profonda centrata sul Vangelo e sui documenti del concilio Vaticano II, mi ha sostenuto nella scelta di entrare in seminario e nel cammino di formazione verso il sacerdozio. Grazie a lui abbiamo dato inizio all’esperienza estiva del Grest e delle vacanze in Val Pusteria». Anche la comunità di Casanova ha un ottimo ricordo del presbitero.

«È stato un gran parroco e si è speso molto nella cura delle opere parrocchiali – ricorda Roberto Cavedaschi –. Dopo il terremoto del 1985, che aveva reso inagibile la pieve, ha formato un comitato per cercare di intraprendere i lavori di ristrutturazione e ha trovato contributi in Curia per eseguirli. Era una persona autorevole e si faceva volere bene. Per me era diventato un amico. Il suo trasferimento ci è dispiaciuto molto».

Il parroco di Bardi Don Luigi Pini ne ricorda l’assidua presenza ai ritiri del clero del Vicariato. «È una bella figura di sacerdote; aveva un carattere riservato ma era molto disponibile». Claudio Zanelli, presidente della Cooperativa Bucaneve, gli riconosce il merito di avere creato «una nuova e più moderna unità parrocchiale coinvolgendo l’intera comunità».

Laura Caffagnini

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI