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Reportage

Stazione, un sabato sera «normale» tra birra, liti e pusher in bicicletta

Stazione, un sabato sera «normale» tra birra, liti e pusher in bicicletta

05 Agosto 2024, 03:01

La città sarà anche deserta, almeno nel fine settimana, ma la stazione è sempre affollata. Di stranieri, per lo più di origine africana. Che bivaccano sui tanti muretti intorno allo scalo, chiacchierano in capannelli sui marciapiedi o sfrecciano su monopattini e bici. Si può dire, anche ormai per le città di media grandezza come la nostra, che questa zona non dorme mai. E qualcuno mette l'accento sul fatto che «qui si vive un profondo senso di insicurezza». È quello che emerge da un meteorologicamente bollente sabato sera - un sabato sera, e questo è quello che fa riflettere, tutto sommato normale - in giro per quello che è uno dei punti più «attenzionati» di Parma.

Biglietto da visita

Non è un bel biglietto da visita il monumento a Bottego, proprio di fronte alla stazione. Chi arriva, infatti, dopo pochi passi in direzione via Verdi, sabato sera completamente deserta, si trova davanti a un cumulo di rifiuti. Oggetto di segnalazioni da parte dei lettori, ai piedi del monumento si trova di tutto, dalla plastica alle cartacce, ai resti di pasti take-away. Il nostro «viaggio al termine della notte», dunque, è cominciato e proseguirà schivando bici e monopattini, questi ultimi che sfrecciano anche all'interno della sala d'attesa della stazione. Il terminal dei bus e delle corriere è, invece, ritrovo di gruppi di stranieri che bevono e mangiano sulle panchine, mentre qualche pendolare si prepara, a debita distanza, a salire a bordo. «Non mi sento mai troppo sicura, specialmente quando vengo a prendere l'autobus alla sera - spiega una donna in attesa del mezzo -. Negli anni, qui a Parma, la situazione è peggiorata». Non sarà l'unica a dirlo. Mentre parla passa un giovane di colore, barcollante per le troppe birre evidentemente già ingurgitate. In controtendenza, invece, almeno sabato sera, il parcheggio sotterraneo in passato alla ribalta come sorta di discarica e rifugio di disperati. Stavolta nessun rifiuto abbandonato e nessun «ospite abusivo». Forse perché è estate.

Animi «caldi»

Ben diversa la situazione in via Monte Altissimo. Qui i capannelli di stranieri, con il passare delle ore, si ingrossano tra monopattini «in piedi» e abbandonati a terra. Non sono neppure le 22 e nei paraggi si sentono i rumori di un'accesa discussione tra alcuni attempati nordafricani e un altro straniero. Gli animi si scaldano, ma si resta alle parole. Poi il solitario contendente abbandona il campo. Stessa storia ai tavolini di un locale pakistano dove l'atmosfera tra un gruppetto di clienti, con ogni probabilità anch'essi del Paese che si affaccia sul mare Arabico, si scalda. Anche qui volano parole grosse, ma qualcuno riporta la calma. Nella trance agonistica, la compagnia non si accorge neppure del passaggio di una «ponga» sotto il tavolino.

«Cavallini»

Da via Monte Altissimo a via Trento, superando il cavalcavia della ferrovia, il passo è breve. E qui la Parma multietnica non è in vacanza. Se il parcheggio tra via Palermo e via Pasubio - altro punto problematico - stavolta è deserto, all'inizio di via Trento sono tanti gli stranieri in bici e in monopattino che ronzano attorno al passante. In attesa di uno sguardo che forse significa stupefacente. Lo sguardo non viene ricambiato, ma il dubbio resta. Così com'è praticamente certo cosa fanno quelli che percorrono senza sosta le vicine via Brenta e via Brennero. Sabato sera, però, per i cosiddetti «cavallini» (leggi pusher in bici) la messe è magra perché i clienti, di solito italiani, sono in vacanza.

«Parma? È peggiorata»

Tra chi ha il polso della situazione in stazione ci sono i taxisti. «È sotto l'occhio di tutti: negli ultimi anni la situazione è peggiorata - commenta uno di loro -. Qui in stazione non si sta tranquilli, né chi lavora, né chi parcheggia e nemmeno i viaggiatori». Racconta che «qualche tempo fa a un nostro collega, dopo averlo distratto, due extracomunitari hanno rubato il portafoglio che aveva sull'auto». E d'estate la situazione peggiora, perché «gira più gente. E si beve di più. Mi sono fermato in via Trento e non sembra più di essere in Italia. Non è un bel segnale. Lo dicono turisti e viaggiatori - continua -: rispetto a città tipo la nostra, come Modena e Verona, la stazione di Parma ultimamente ha fatto passi indietro in tema di sicurezza. Le forze dell'ordine dovrebbero fare più controlli». In effetti, almeno fino alle 23, lampeggianti non se ne sono visti. Ma il taxista punta il dito anche su com'è stato ripensato lo scalo. «Ci sentivamo più sicuri quando eravamo “di sopra”, in piazzale dalla Chiesa - conclude - e la nostra presenza contribuiva a una maggior sicurezza».

Michele Ceparano

© Riproduzione riservata

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