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Michele Cavalli, da Parma a Pechino per le Olimpiadi della scienza

Michele Cavalli, da Parma a Pechino per le Olimpiadi della scienza

di Antonio Bertoncini

26 Agosto 2024, 03:01

Da Parma a Pechino in nome della scienza: farlo alle soglie dei vent’anni non è evento comune.

L’impresa è riuscita a Michele Cavalli, giovane parmigiano, fresco di diploma al liceo Ulivi con il massimo dei voti, che ama il pianeta dove vive e che ha tanta voglia di conoscere.

Lo ha ben compreso l’insegnante che, apprezzando le sue performance scolastiche nelle materie scientifiche, lo ha incentivato a partecipare alle Olimpiadi delle Scienze naturali.

Un lungo percorso

Il percorso è cominciato in Istituto: «Si è trattato – spiega Michele - di una prova teorica, con il sistema delle domande a risposte multiple su argomenti inerenti le scienze della terra, dai siti vulcanici ai cambiamenti climatici».

Da lì Michele ha passato senza intoppi tutti i “trials preolimpici scientifici”: è risultato il migliore all’Ulivi, ha vinto la prova regionale articolata nello stesso modo, e si è imposto alle gare nazionali di Assisi, dove si è aggiunta una prova pratica dedicata alla conoscenza dei minerali e delle formazioni geologiche, ottenendo, insieme ad altri tre giovani compagni d’avventura italiani, il pass per Pechino, che dal 7 al 15 luglio ha ospitato le Olimpiadi di Scienze della Terra, con la partecipazione di 135 ragazzi di oltre 30 Paesi.

Grande risultato

Con il suo sorriso solare, la chioma di capelli riccioli e la maglietta azzurro-nazionale, Michele ha conquistato anche la Cina. «E’ stata un’avventura straordinaria - racconta lo studente parmigiano – anche se abbiamo lavorato tanto ed è rimasto poco tempo per visitare la capitale cinese. Dopo la cerimonia di apertura all’Università di Pechino, ci siamo “tuffati” nel mondo delle scienze, quattro ore al mattino e altrettante al pomeriggio, con questionari a risposte multiple e prove pratiche, individuali e di gruppo, in cinque siti sulle montagne di Pechino, che ci hanno visto Lavorare per analizzare pareti rocciose, da quelle lungo le ferrovie dismesse, alle miniere abbandonate, con i relativi effetti sull’ambiente, passeggiate in foresta per individuare le rocce del carbonifero, per arrivare alla produzione collettiva di un poster scientifico sull’abitabilità del pianeta che ci ospita. C’è stata poi una prova specifica sulla raccolta dati relativa ad un sito alluvionale».

Anche in Cina Michele Cavalli si è fatto onore, aggiudicandosi una medaglia di bronzo nella prova collettiva e una d’argento per una prova individuale. «Certo – commenta dopo il ritorno – la Cina è un mondo molto diverso dal nostro. La sistemazione era più spartana di quanto ci aspettassimo, ma i piccoli sacrifici logistici sono stati ampiamente ripagati dal piacere di scoprire un mondo e di entrare in contatto con i nostri coetanei di tanti Paesi diversi che hanno in comune con noi la passione per la cura e la conoscenza della terra. Credo che la nostra sia una scienza alla quale non viene dato il giusto perso, se si considera che il pianeta terra è il nostro luogo di vita, e che chimica e fisica sono le chiavi per conoscerlo e preservarlo. Poi c’è l’affascinante vita dei geologi, che girano il mondo per scoprirlo. Nel mio piccolo, ogni volta che osservo un sasso mi viene da chiedermi di che minerale si tratta».

Con la maturità conquistata a pieni voti, per Michele è arrivato anche il momento di guardare al futuro. E lui ha le idee chiare: ha scelto la Facoltà di Fisica.

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