Viabilità
«C'era una volta una pista ciclabile». Comincia così lo sfogo di una lettrice della Gazzetta su «quello che resta della pista ciclabile dal Ponte Nord a Baganzola». Il tutto corredato da alcune fotografie che sintetizzano molto più di tante parole come questa, nonostante l'incipit, «non sia una favola». La «ciclabile» in questione, infatti, lo è solo per poche centinaia di metri. Poi, inizia la giungla e pedalare lungo il percorso assomiglia, prendendo in prestito un'immagine fantasy, più a un giro nella foresta di Fangorn di tolkieniana memoria che a un tragitto agevole per gli utenti su due ruote. Del resto, un po' tutta la zona è «prigioniera» della vegetazione, a partire dalla vicina via Reggio in cui, tra auto in sosta e piante cresciute a dismisura, in certi tratti è quasi impossibile camminare sul marciapiede. Un'altra foresta è quella che abbraccia il Ponte Nord, dove la struttura, «eterna incompiuta» in vetro, resta sempre rifugio di senzatetto testimoniato da una lunga fila di materassi, sacchi a pelo e, addirittura, un letto e una tenda canadese.
Tornando alla ciclabile, dove non mancano (come ormai dappertutto in città) i monopattini parcheggiati, la vegetazione l'ha invasa a tal punto che «se due bici si incrociano, si deve adottare la regola del senso unico alternato». Per non parlare del tratto sterrato che «passa sotto la tangenziale, accidentato e reso pericoloso sia dalla pioggia che dal clima secco». Un'altra ciclista conviene: «È un percorso di guerra». Un uomo, invece, sotto il sole di mezzogiorno, non si scompone troppo. «Oggi ci si può anche passare - commenta - perché con questo caldo è difficile incrociare qualcuno. Io, comunque, ci passo solo a piedi».
M.Cep.
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