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L'indagine

Vignale, i carabinieri scavano ancora nel giardino degli orrori

Vignale, i carabinieri scavano ancora nel giardino degli orrori

18 Settembre 2024, 03:01

Traversetolo Cinque sacchi di plastica nera. E' questo che gli uomini con le tute bianche del Ris e del Nucleo investigativo dei carabinieri hanno caricato ieri pomeriggio su un furgone lasciando, per l'ennesima volta, la villetta di strada Baietta. Quella che in tutte le dirette tv è ormai diventata, tragicamente, il cimitero dei bambini.

Difficile sapere ufficialmente cosa cercassero: l'avvocato della famiglia Petrolini, Nicola Tria si è limitato a dire, di fronte ai microfoni, che sono stati «svolti degli accertamenti che mancavano» per poi barricarsi nel silenzio che dal 9 di agosto avvolge questa storia che con il passare del tempo diventa sempre più simile a un incubo. Tuttavia le prime indiscrezioni indicano che il sopralluogo avesse lo scopo di raccogliere nuove informazioni sul secondo corpicino ritrovato sepolto nel prato della villetta bifamiliare, a due passi da un'aiuola fiorita e dagli arredi di un qualsiasi giardino: in quei sacchi i carabinieri avrebbero allora raccolto terra e reperti alla ricerca di parti mancanti dello scheletro che apparterrebbe ad un bimbo morto da circa un anno. O meglio, sepolto da circa dodici mesi.

Le analisi sul Dna dei Ris serviranno infatti per capire se Chiara Petrolini, la 21enne accusata di omicidio e occultamento di cadavere per il primo bambino scoperto in giardino dalla nonna della ragazza, sia la madre anche di questo piccino mentre gli esami medico legali affidati al Laboratorio di antropologia e odontologia forense dell’Università di Milano, dovranno dire se anche quel bimbo fosse vivo al momento del parto. O se fosse frutto di un aborto. Una supposizione che si collega a un dettaglio emerso nelle indagini: i carabinieri avrebbero avuto il sospetto di un possibile altro caso quando analizzando le memorie di computer e telefono della ragazza, studentessa universitaria di giurisprudenza, hanno trovato delle ricerche su come abortire un secondo figlio. E anche investigatori di lunga esperienza non hanno potuto trattenere un brivido di fronte a quella inconsueta richiesta che ha trovato poi conferma nella ispezione dei giorni scorsi: un omicidio che Chiara poi, interrogata dagli inquirenti, avrebbe ammesso. E che ha, se possibile, lasciati ancora più sgomenti gli abitanti di Traversetolo.

«I nostri concittadini sono sconvolti ed in particolare i più giovani, quelli che ben conoscono Chiara – ha dichiarato ieri il sindaco Simone Dall'Orto. - Ora si trovano a vivere un incubo e si interrogano: “Con chi ho vissuto tutto questo tempo? Che persona avevo di fronte?”». Una domanda senza risposta che si ritrova anche nelle amare reazioni della mamma di Samuel, il fidanzato di Chiara, e padre del bimbo trovato lo scorso 9 agosto, che stremata dall'attenzione delle troupe televisive ha deciso di non parlare più, di chiudersi di fronte ad una curiosità che fa male. Ma che, comunque, prima di cancellare ogni post dallo schermo del cellulare ha tuonato la sua rabbia di mamma che non riesce a capire, a darsi pace. E non può certo perdonare.

Il ragazzo, comunque, lo ha detto chiaramente il procuratore, è come tutti i componenti della famiglia di Chiara Petrolini è assolutamente estraneo ai fatti. La ragazza avrebbe portato a termine la gravidanza – e presto sapremo se sono due – senza confidarsi con nessuno, senza che nessuno sapesse. E occupandosi poi personalmente di fare sparire i corpi.

Per questo motivo la procura aveva chiesto per lei una misura cautelare che però il Gip avrebbe respinto, non ravvisando esigenze cautelari. Ma ora, con un secondo corpo ritrovato in quel giardino e con gli esiti degli esami sulle scrivanie degli inquirenti il quadro potrebbe cambiare. Le accuse sono ancora quelle di omicidio premeditato e occultamento di cadavere. E ogni ora che passa il buio che pesa sulla villetta di via Baietta sembra sempre più cupo.

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