TEATRO AL PARCO
Per molti è un santo, per altri un eroe con il saio. Sicuramente per tutti è il frate più amato dai parmigiani.
Padre Lino Maupas, o più semplicemente padre Lino, come lo chiama la "sua" gente, è davvero un personaggio degno delle più grandi storie cinematografiche: un frate che rubava ai ricchi per dare ai poveri, una specie di Robin Hood con il saio. Ebbene sì, proprio un "ladro di Dio".
Ecco la ragione del titolo del musical che andrà in scena domenica alle 17,30 al Teatro al Parco. L'ingresso è a offerta e non servono prenotazioni. Uno spettacolo che coinvolge una trentina di artisti fra musicisti, cantanti attori e ballerini tutti di primissimo piano (molti di loro saranno impegnati al Regio nei prossimi giorni con il Festival Verdi) e che vuole essere un omaggio al frate venuto da lontano che "camminava come un cammello" e che ha conquistato il cuore dei parmigiani.
Gli autori
Ma Padre Lino non era solo questo: «Intorno a lui, vissuto nei primi anni del '900, era in corso una grande trasformazione della società - affermano gli autori del musical, i fratelli Gabriele e Gianluca Campanini -, tant'è che proprio in quegli anni Parma fu protagonista delle cronache italiane perché è qui che andò in scena il primo grande sciopero agrario nazionale. Era un momento delicato in cui il popolo, stanco di soffrire fame e soprusi, cominciava a ribellarsi e anche la Chiesa era diventata un bersaglio delle sommosse. Padre Lino fu protagonista a sua insaputa di questa emancipazione della povera gente che amava e sosteneva senza misura ed è anche questo che vogliamo raccontare: uno spaccato della sua storia e anche della nostra città».
A raccontare i piccoli grandi "miracoli" quotidiani di questo frate controcorrente che frequentava ladri e prostitute arriva dunque il musical "Il ladro di Dio", scritto e diretto (musica e testi originali) dai maestri Gabriele e Gianluca Campanini, con un contributo musicale del maestro Alessandro Nidi, e fortemente voluto dall'associazione culturale no profit "Vivi l'Arte" con il sostegno dell'associazione Amici di Padre Lino.
Una storia nella storia
Nel musical dei fratelli Campanini il ritratto del frate santo è una storia nella storia, che scorre su un grande affresco sociale e storico dei primi anni del '900 e racconta la vita grama della gente nei borghi dell'Oltretorrente ammorbati di miseria e disperazione. Ma rischiarati dalla luce della carità di Padre Lino.
L'idea durante il Covid
Il musical approda sulle scene in occasione delle celebrazioni per il Centenario della morte di Padre Lino, ma l'idea dello spettacolo è nata negli anni bui del Covid.
«Sì, abbiamo iniziato a pensare a questo spettacolo proprio nel momento più difficile della pandemia, quasi a cercare conforto in un simbolo di speranza e carità cristiana, ma anche a testimoniare che in momenti di grande sofferenza possono nascere opere come questa». «Quella di padre Lino non è una soltanto la storia di un frate - spiega Gabriele, autore dei testi (insieme a Katia Salvini), sceneggiatore e regista - che ha fatto della carità la sua ragione di vita. E' la storia di un uomo che ha fatto un miracolo terreno: un salto in avanti nel tempo nel rapportarsi a giovani sbandati, ai carcerati, ai rejetti della società. Ha "inventato" quello che i sociologi avrebbero chiamato molto più tardi il recupero sociale, il reinserimento, l'inclusione. Padre Lino aveva capito (con la mente e con il cuore) che il carcere deve essere una nuova opportunità, non solo una punizione. Che i giovani sbandati parlano una lingua tutta loro e bisogna impararla per farsi ascoltare. E che non si può fermarsi davanti alle etichette di "buoni" e "cattivi" e bisogna insistere per tirar fuori il meglio da ciascuno».
Un messaggio attuale
«L'attualità del messaggio che padre Lino ha testimoniato con la sua vita è sconvolgente - aggiunge Gianluca, autore dei brani musicali e arrangiatore -. In tempi di baby gang, di disagio profondo nelle carceri e nelle fasce più fragili della società, il suo esempio dà voce ad un'esigenza dei nostri giorni: ritrovare la strada giusta per arrivare agli ultimi, non lasciare indietro nessuno. Lo spettacolo "Il ladro di Dio" che proponiamo per rendere omaggio a questa grande figura della storia parmigiana, ma vogliamo anche lanciare un messaggio a chi può fare qualcosa di determinante per riaffermare valori come uguaglianza, accoglienza, antirazzismo e rispetto dei diritti di tutti, ma soprattutto a chi questi valori li vede calpestati e ha bisogno di speranza, di continuare a crederci. Ed è per questo che, per onorare fino in fondo la memoria di padre Lino, il piccolo frate dell'Annunziata, che daremo il ricavato dello spettacolo in beneficenza alla mensa di Padre Lino».
Tanti artisti giovani
Domenica al Teatro al Parco sarà in scena un cast d'eccezione composto di artisti locali giovani ma già affermati, come Riccardo Certi, baritono che vestirà i panni di Padre Lino. Gli altri cantanti e attori sono Alessia Galeotti, Pietro Brunetto, Federico Bonghi, Gianmarco Durante, Alex Franzò, Rossella Volta, Matteo Mazzoli, Angelo Burani; i musicisti che suoneranno dal vivo sono Alessio Tedeschi, Daniele Carabetta e Gianluca Campanini; l'aiuto regia è affidata a Maria Antonietta Centoducati; la coreografia dei balletti è di Lucia Giuffrida dell'accademia Professione danza e le scenografie sono di Alberto Andreis.
r.c.
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