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Lutto

Noceto piange Ferri, una vita per la politica

Noceto piange Ferri, una vita per la politica

di Pietro Furlotti

27 Ottobre 2024, 03:01

Dante Ferri se n’è andato a 81 anni e Noceto perde un bravo amministratore, uno di quelli vecchio stampo, senza fronzoli, attento ai bisogni delle persone, curioso, schietto, mai scontato. Entrò in consiglio nel 1985. Nel 1995 divenne assessore nella giunta presieduta da Paolo Paglia, dal 1999 al 2009 fu assessore con Fabio Fecci e terminò la sua carriera amministrativa con Giuseppe Pellegrini nel 2014.

Nacque a la Rampa, nella stessa casa in cui ha trascorso l’intera esistenza; impossibile, per chi lo ha conosciuto, non vederselo davanti, ancora oggi, all’ombra del noce a leggere il giornale con gli occhiali poggiati sul naso, i baffoni bianchi a disegnargli un sorriso, a dispensare calorosi saluti ai passanti. Lavorò per molti anni come casaro e nel 1969 si sposò con Lucia che, a quel tempo, gestiva il bar della piccola località insieme alla propria famiglia. È stato un grande cacciatore, amava avventurarsi nei sentieri dell’Appennino talvolta a cavallo alla ricerca di lepri, fagiani e pernici. Seguiva i ritmi blandi della vita campestre passeggiando in compagnia del proprio cane e tra i suoi passatempi c’era anche il ciclismo che in gioventù aveva anche praticato con passione. Ma Ferri sarà ricordato soprattutto per la sua lunga esperienza amministrativa: è stato, tra le varie cose, l’ideatore della pista ciclabile nel parco Zanfurlina. «Se penso a una brava persona, a un galantuomo, penso a Dante – ha detto Paolo Paglia, sindaco dal ‘92 al ‘99 – è stato il primo assessore di Alleanza Nazionale della provincia. Al di là di faziosità e della vita politica, posso dire di avere conosciuto poche persone come lui, mosse da una disponibilità e da una concretezza encomiabili». Fabio Fecci, che ieri ha presenziato al funerale in veste ufficiale con fascia e gonfalone, ha aggiunto: «Abbiamo condiviso un lungo percorso contraddistinto dall’impegno per il nostro paese al quale anche lui era molto legato. In ogni occasione ho potuto apprezzare le sue grandi doti umane, la determinazione e la fierezza con cui portava avanti idee e obiettivi all’insegna di quella costante lealtà, di quella serietà e franchezza che lo hanno sempre caratterizzato unite a quel senso dell’umorismo inscindibile dalla sua persona».

Giuseppe Pellegrini, sindaco dal 2009 al 2014, ha concluso: «I suoi interventi in giunta non erano mai banali. Ho il rammarico di aver fatto alcuni ricambi nella mia giunta e lui fu uno degli assessori che ne fecero le spese nonostante meritasse di rimanere in carica. Ci rimase male, ma non mi ha mai mostrato rancore; ho sbagliato e in tempi non sospetti lo dissi anche a lui che mi sorrise dandomi una pacca sulla spalla». Oltre alla moglie Lucia, lascia i figli Ilaria, Sara e Damiano, gli adorati nipoti Alessandro e Maria Irene e il fratello Alberto.

Pietro Furlotti

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