LE TESTIMONIANZE DEGLI STRAJE'
«Una devastazione, una situazione apocalittica». Bastano poche parole al velista parmigiano Romolo Ranieri, in passato tra i componenti dell'equipaggio di Luna Rossa, per descrivere la situazione di Valencia (la città in cui vive dal 2003) dopo la tragica alluvione dei giorni scorsi.
Simili anche le parole pronunciate da Antonio Frati, 54enne parmigiano che vive a Valencia da ormai sedici anni e che lavora come direttore vendite in un'azienda che produce tende in tessuto di legno e veneziane di pelle per il settore nautico: «I magazzini e gli uffici dell'azienda sono completamente allagati e invasi dal fango. Inoltre, almeno per ora, è impossibile raggiungere la zona, situata nell'hinterland cittadino».
«Siamo stati fortunati»
Ranieri fatica a ripercorrere l'accaduto, ma soprattutto a raccontare le tragiche conseguenze dell'alluvione. «Chi, come me, vive all'interno del perimetro cittadino è stato molto fortunato - spiega - perché a distanza di un chilometro, nell'hinterland, è morte e devastazione». «Quel giorno, al di là della forza del vento - dichiara - a scatenare il disastro è stata la quantità di pioggia caduta nelle zone più colpite: oltre 500 litri d'acqua al metro quadro in otto ore».
Ora Valencia, ma soprattutto le zone limitrofe, sono quasi completamente isolate. «I treni rimarranno fermi per almeno 2-3 settimane - dichiara Ranieri -, le autostrade in direzione sud sono chiuse perché sono crollati diversi ponti e viadotti, l'aeroporto invece funziona a singhiozzo, ma tutt'attorno alla pista c'è fango e acqua».
Le immagini delle auto accatastate lungo le strade stanno facendo il giro del mondo. «Ci sono camionisti bloccati da martedì lungo le strade coperte dal fango - prosegue il velista - e tante attività produttive sono state distrutte. Un mio amico che possiede una fabbrica che produce cavi di carbonio, è riuscito a raggiungere l'azienda facendosi sei chilometri a piedi tra il fango». «La cosa più spiacevole - conclude - è che il numero dei dispersi continua ad aumentare e sono iniziati dei fenomeni di sciacallaggio. Stiamo cercando di organizzare delle raccolte di abiti e di aiuti perché la situazione è davvero apocalittica».
«Un dramma spaventoso»
L'azienda in cui lavora Frati si trova in una delle zone più colpite dall'alluvione. «Per fortuna la produzione avviene in Romania - precisa - ma qui abbiamo il magazzino e gli uffici, invasi da acqua e fango». «Sono riuscito a salvarmi - prosegue - perché abito in città e, dopo l'alluvione del 1957, è stato realizzato un fiume artificiale che ha protetto la città, altrimenti sarebbe stato inondato tutto. Le zone più colpite sono quelle a monte, perché i torrenti che scendono dalle montagne interne sono straripati con una violenza inaudita, distruggendo ponti e tutto quello che si trovavano davanti». «Ci vorrà molto tempo per ripartire - osserva -: sono giorni drammatici, soprattutto per il numero di morti e dispersi».
Luca Molinari
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