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Il riconoscimento

Il Paladino d'Oro al film su Alessandro Lucarelli: «Quando lo abbiamo girato non conoscevamo il finale»

Il Paladino d'Oro al film su Alessandro Lucarelli: «Quando lo abbiamo girato non conoscevamo il finale»

21 Dicembre 2024, 03:01

«L'idea? Beh, da tifoso del Parma, pur residente a Bari, la storia di un calciatore di serie A che accetta di ripartire dalla serie D con il suo club mi sembrava incredibile. Tutto qui». Parla Davide Potente, regista de «Il mestiere del Capitano», il docufilm che ha raccontato la storia di Alessandro Lucarelli, della sua scelta di ripartire dalla serie D con il Parma per riportarlo poi in serie A. «A dire il vero - spiega Alessandro Lucarelli - quando abbiamo iniziato a registrare il nostro film ancora non sapevamo come sarebbe andata a finire, non sapevamo che sarebbe terminato con quel lieto fine che tutti speravamo, ovvero la promozione in serie A».

Ed ora, quella storia, già arrivata dalle sale cinematografiche alla programmazione di Sky, ha partecipato al quarantaquattresimo sport film festival Paladino d'Oro, che si è svolto a Palermo. Dove ha trovato l'apprezzamento della giuria che gli ha attribuito il premio speciale ma dove era in nomination anche con lo stesso Lucarelli come miglior attore protagonista e come miglio film sul calcio. E in platea c'erano il regista Davide Potente con il produttore Luciano Parravicini e Alessandro Lucarelli con la moglie Cristiana. «Oltre al premio - spiega ancora Alessandro Lucarelli - mi ha fatto piacere vedere come la nostra storia sia stata apprezzata e seguita anche fuori Parma. E con una certa emozione. Certo, per noi la storia di quegli anni è sempre viva ed emozionante ma tutti quelli che hanno seguito il nostro film si sono emozionati per questo racconto, per questo documento».

Per un film «tribolato», perché «abbiamo girato incocciando nel covid quindi è stato difficile entrare nel mondo del calcio - spiega Davide Potente -. I tempi così sono stati molto lunghi, una sorta di impresa parallela alla cavalcata del Parma. Per noi questo festival è stato un colpo di coda inatteso, dopo due anni di tv».

E alla fine dunque il regista Davide Potente, il produttore Luciano Parravicini e Alessandro Lucarelli (nel ruolo di sè stesso) si sono ritrovati a ritirare il premio speciale della giuria del Paladino d'Oro 2024. «Davide è stato bravo - spiega ancora Lucarelli - a tirar fuori, oltre all'aspetto sportivo, anche quello romantico di questa storia che tocca il cuore al di la dell'impresa sportiva». E così si apre il cassetto dei ricordi: «La mia fu una scelta naturale: ero molto coinvolto dall'ambiente Parma, da quella annata così sofferta. E il messaggio era quello comunque di avere un piano per ripartire».

E rivedere questo film, rivivere quelle emozioni, sembra quasi anacronistico, tutto sembra così lontano. Sarà il calcio che cambia. «Sembra sia passato un secolo - conferma Lucarelli -, il calcio è cambiato molto. Nel film si respira l'unità d'intenti, il senso di appartenenza, quell'aspetto romantico di come vivere problemi così grandi. Ora il calcio è cambiato e si vive in un altro modo». Ma messaggi come questo meritano molto di più del premio della giuria. E il film entra di dirittto nella storia del Parma e del calcio di casa nostra.

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