Gup
Le 2,30 dell'8 ottobre scorso, via Garibaldi. Un ventenne sta rincasando, quando due nordafricani lo avvicinano. Di primo acchito non sembrano avere cattive intenzioni. «Hai un oki?» chiedono al ragazzo, per provare a domandare appena dopo un aiutino di almeno 20 centesimi. Lui allarga le braccia: no, non ha nemmeno quelli. «Ho solo la carta di credito con me» spiega. È un attimo, perché gli altri gettino la maschera: uno lo prende per la giacca, lo strattona, lo blocca. «Dacci tutto quello che hai» sibila, mentre ordina di estrarre il coltello al complice, che si mette a frugare nella felpa.
Dalle tasche del giovane saltano fuori due euro e 15 centesimi. «Tutto quel che ho» fa lui. Chi lo tiene per la giacca non gli crede e gli perlustra il portafogli, dopo aver intascato quei pochi spiccioli. «Allora, adesso vai a fare un prelievo al bancomat» aggiunge, minaccioso. Pare che specifichi anche la cifra, accontentandosi di venti euro (pochi rapinatori saprebbero essere così parchi, tenendo anche conto del fatto che il bottino sarebbe poi da dividere con il complice).
Nella concitazione di quegli istanti, al ragazzo spaventato cade una busta con alcuni oggetti. Se lo faccia apposta o meno non si sa, ma il diversivo è sufficiente a distrarre chi lo sta trattenendo. Il nordafricano allenta la presa per chinarsi e osservare che cosa sia finito a terra. L'altro si divincola e fugge via, dando l'allarme al 113. Scatta la caccia all'uomo e le volanti della Questura cominciano a setacciare le strade del centro. Le ricerche durano pochi minuti: i due sono rintracciati grazie alle indicazioni fornite dalla loro vittima: corrispondono sia nei connotati che nell'abbigliamento. Dalle loro tasche escono, guarda caso, proprio 2,15 euro.
Intanto, emerge che nemmeno tre ore prima due tizi che corrisponderebbero alle loro descrizioni hanno messo a segno una rapina analoga a poche centinaia di metri da via Garibaldi, in via del Prato. In questo caso, alla vittima all'inizio sono stati chiesti pochi spiccioli. Poi, i due rapinatori - sempre con uno che minacciava e l'altro che armeggiava con un coltellino nella tasca della felpa - si sono fatti via via più esigenti (ma sempre per un magro bottino), prima di allontanarsi con trenta euro, tutto quanto aveva con sé il malcapitato finito sulla loro rotta. Due volte malcapitato, perché a lui erano stati sferrati anche due pugni nel costato.
Arrestati per rapina aggravata in concorso, i due marocchini vengono portati in questura. E qui il più giovane, di 30 anni, pensa bene di insultare e minacciare sei poliziotti. A distanza di tre mesi da allora, il trentenne - non proprio un volto nuovo per la giustizia - è comparso davanti al Gup, per essere giudicato con rito abbreviato. È stato condannato a tre anni e otto mesi, oltre che al pagamento di 800 euro di multa.
rob.lon.
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