Aggressione davanti alla Villetta
«Di solito quando qualche sconosciuto si avvicina sto molto attenta, cerco di mantenere le distanze. Ma stavolta non mi sono preoccupata: ero davanti al cimitero, stavo chiacchierando. E questo è il risultato».
Ovvero un polso che fa parecchio male, contusioni ed escoriazioni e tanto spavento. E nonostante questo la sensazione che, in fondo, è andata bene così.
A raccontarlo è una donna di Parma che martedì pomeriggio è andata al cimitero della Villetta per un omaggio ai suoi cari. Adesso, a distanza di ore, a rivivere quegli istanti, la voce fatica ancora a salire.
«Alle 17 il cimitero ha chiuso e io e mia cugina abbiamo deciso di bere un caffè nel bar di fronte, in viale Villetta. Dopo qualche minuto siamo tornate indietro per andare a riprendere le nostre macchine ed è comparso quel tale».
Un uomo tra i quaranta e i cinquant'anni, fisico robusto, lineamenti marcati, pelle forse olivastra: già, così, ci sono molti dettagli. Ma in fondo non siamo mica obbligati a memorizzare tutti i dettagli di un passante, no? «Anche perché me lo sono trovato davanti e mi ha spiazzato con una domanda: “Ma il cimitero ha già chiuso?”, mi ha chiesto con una voce che mi pare non avesse particolari inflessioni». Ma la richiesta era solo una scusa: e la vittima lo ha capito al volo. «Mi si è avvicinato e mi ha afferrato la borsa che avevo sotto il braccio. Ha tirato con forza e io ho provato a resistere. Tanto che sono finita a terra».
Una botta dura ma che senza riflettere l'ha spinta a non mollare. Lei resisteva, lui tirava: era un uomo e pure robusto. Logico che ha vinto lui.
«Mi ha trascinato verso la sua auto che era parcheggiata li vicino, io sempre per terra strattonata. Mentre mia cugina è corsa per provare a fermare qualche macchina, per chiedere aiuto». Ma riuscire ad attirare l'attenzione dei passanti non è facile, a quell'ora cominciava a fare buio e la situazione era complessa. Tanto che lo scippatore è riuscito a salire in macchina sempre con la borsa agganciata alla mano.
«Per fortuna, però, una vettura con una donna al volante si è avvicinata: forse ha capito, forse era solo stupita. Ma probabilmente l'aggressore ha capito che la cosa stava andando un po' troppo per le lunghe. E ha deciso di mollare».
Lasciata la borsa ha ingranato la marcia di quella macchina, una utilitaria grigia, ed ha sgommato attraverso il parcheggio dirigendosi verso l'uscita. Mentre la sua vittima, spaventata e scossa si è rimessa in piedi.
«Mi hanno accompagnato a casa e ho raccontato il fatto a mio marito che ha allertato i carabinieri che hanno mandato subito una vettura». Ora, come è normale, sono in corso indagini per identificare la macchina, per risalire al responsabile. Ma la vittima continua a ripensare a quei momenti. «Le persone devono saperto: io non mi sono fatta male, in fondo sono solo contusioni e la borsa sono riuscita a salvarla. Ma se ci fosse stata una persona anziana o se fosse caduta male? No, davvero, sono cose che lasciano sgomenti». E sottintesa resta la frase: «E d'ora in poi se qualcuno si avvicinerà sarò ancora più attenta». Anche se non è neppure giusto essere costretti a vivere così».
Luca Pelagatti
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata