RICERCA
Dal bullismo alle aspettative verso il futuro, dallo sport al volontariato, dall'utilizzo dei social network al tempo dedicato alla lettura di libri e quotidiani.
La ricerca sul benessere di giovani a Parma - promossa dall'assessorato alla Comunità giovanile e realizzata dal Centro interdipartimentale di ricerca sociale (Cirs) dell'Ateneo con il sostegno della Fondazione Pizzarotti - offre uno spaccato della quotidianità, dei problemi e delle abitudini di vita del mondo giovanile.
Il campione
L'indagine - a cura di Stefania Fucci, Chiara Scivoletto e Flavia Colangelo - è stata condotta su un campione di 2.500 studenti provenienti da 16 istituti superiori ed enti di formazione professionale del nostro territorio. Poco più della metà (56 per cento) erano studentesse e il restante 44 per cento studenti. Non solo. Tre quarti dei partecipanti (85,8 per cento) ha dichiarato di essere nato in Italia.
Le conclusioni
A livello generale, le relazioni sociali dei «nostri» giovani sembrano essere positive e soddisfacenti sia con genitori e insegnanti che con i propri coetanei. Ciò nonostante, circa un terzo dei partecipanti all'indagine afferma di essere stato vittima di bullismo o cyberbullismo o di forme di isolamento sociale nei sei mesi precedenti la rilevazione.
Per quanto riguarda aggressioni, spintoni, calci e minacce fisiche, circa il 10 per cento dei partecipanti alla ricerca dichiara di esserne stato vittima con una frequenza almeno mensile. La ragazze sembrano essere maggiormente vittime di bullismo verbale mentre i maschi sarebbero più esposti ai «cyberbulli. Quanto al tipo di scuola frequentata, fra gli studenti di enti di formazione professionale sono più diffuse forme di bullismo fisico, mentre tra i liceali e negli istituti tecnici si registrano più casi di esclusione e isolamento sociale.
La percezione sul futuro
Sul futuro che li attende la metà dei giovani si dichiara incerta o preoccupata, soprattutto per questioni che attengono al quadro geopolitico, economico e lavorativo (guerre, crisi economiche, insoddisfazione personale).
In questo panorama complesso, gli aspetti ritenuti più importanti per il futuro dai giovani, sono la stabilità economica, la soddisfazione personale, ma anche lo spazio da poter dedicare alle proprie passioni e alla famiglia. In merito al lavoro, emerge un forte desiderio di inserirsi in un ambiente positivo e cordiale, ma non viene attribuita grande importanza alla corrispondenza con il titolo di studio.
Un altro tratto distintivo è il forte senso di altruismo e appartenenza alla comunità, dato che la maggior parte dei partecipanti all'indagine considera aiutare gli altri e sentirsi utile un aspetto importante per la propria vita futura.
L'impegno del Comune
«I risultati della ricerca - dichiara Beatrice Aimi, assessora alla Comunità giovanile - ci offrono uno spaccato importante della realtà vissuta dai ragazzi e dalle ragazze della nostra città. Dalle loro risposte emergono sia aspetti positivi, come il senso di appartenenza alla comunità scolastica e la centralità delle relazioni con i pari e con gli adulti significativi (genitori e docenti), sia criticità su cui è necessario intervenire, come la pressione scolastica e la necessità di maggiori spazi di ascolto e supporto per la salute mentale».
La ricerca pubblicata «è solo il primo step di un’indagine più ampia - prosegue l'assessora - che vedrà in questo mesi organizzare numerosi focus group all’interno delle scuole per approfondire gli aspetti dell’indagine quantitativa e contestualmente ascoltare la voce dei giovani circa i loro bisogni a cui vogliamo dare risposta».
Come assessorato alle Politiche giovanili, «il nostro obiettivo - precisa -è trasformare questi dati in azioni concrete. La ricerca sarà la base per iniziative mirate, dal potenziamento dei servizi di supporto psicologico alla promozione di attività che incentivino il protagonismo giovanile e la cittadinanza attiva. I giovani ci stanno dicendo chiaramente di cosa hanno bisogno: ora spetta a noi raccogliere il testimone e costruire con loro risposte efficaci e durature. Parma deve essere una città in cui ogni ragazzo e ragazza si senta ascoltato e valorizzato e anche il titolo di Parma capitale europea dei giovani ci offre l’occasione per farlo».
Luca Molinari
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