TRUFFATORE CONDANNATO
Un maestro. Di truffe. Sia del campionario più tradizionale che online fino a quelle un po' più sofisticate. Azioni in solitaria, ma a volte anche con qualche complice, spesso personaggi piuttosto manovrabili. E nell'estate del 2016 era andata proprio così: lui e il compare si erano presentati in una banca nella zona Ovest della città e dopo un paio di manovre, azzardate ma per nulla complicate, erano riusciti a farsi trasferire su due carte Postepay quasi 19mila euro. Soldi non loro, evidentemente, ma frutto di un'altra tentata truffa. Così, nei giorni scorsi il «capo» - 33enne, originario di Viadana, ma residente a Parma, pregiudicato - è stato condannato a 2 anni e 2 mesi per truffa aggravata e ricettazione dal giudice Nicola Giusteschi Conti. Il pm Marirosa Parlangeli aveva chiesto 6 mesi in più. La posizione del complice era invece già stata stralciata in precedenza e ha seguito un altro percorso giudiziario.
Un grande bluff studiato con cura. Bisognava creare le «basi» per poter incassare il malloppo, e così il primo passo da parte della coppia di truffatori era stato quello di mettere in vendita su un sito online una Porsche usata. Solo un'immagine per attrarre compratori, perché del bolide vero non c'è mai stata traccia. Eppure, l'annuncio aveva fatto presa, ed erano arrivate presto le prime telefonate. Tra queste, anche quella di un siciliano che aveva trovato modello e prezzo molto interessanti. Così convinto di quell'affare da inviare la copia di un assegno circolare da 49mila euro. Una prova del suo effettivo interesse ad acquistare l'auto, che avrebbe voluto vedere o quantomeno riuscire ad avere la documentazione che ne provasse la provenienza e la proprietà.
Solo un'illusione. Perché il 12 luglio 2016, subito dopo aver ricevuto una copia dell'assegno (e senza aver più dato alcuna risposta all'acquirente), i due si erano presentati in una banca in città per aprire un conto corrente, intestato solo al complice del 33enne, su cui versare quell'assegno da 49mila euro. Assegno solo all'apparenza autentico, ma in realtà clonato, perché l'originale era rimasto nelle mani del potenziale acquirente della Porsche. Cosa di cui la banca siciliana non era al corrente, tanto che aveva dato la «bene emissione» dell'assegno, ossia ne aveva garantito l'esistenza e la regolarità, quando le era stata richiesta dall'agenzia parmigiana.
Sei giorni dopo, la mossa decisiva. I due truffatori si erano presentati in un'altra agenzia della stessa banca in cui avevano aperto il conto e avevano effettuato due bonifici urgenti dal conto: uno da 30mila euro e un altro da 18.975 euro verso due carte Postepay intestate al complice del 33enne. Solo il trasferimento dei 18.975 euro era però andato a buon fine, perché l'altro si era bloccato per un'indicazione errata del codice Iban.
Ma quella cifra è finita sulla Postepay. E poco dopo è stata prelevata in vari sportelli bancomat della città.
Georgia Azzali
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