LA STORIA
Non è da tutti essere una promessa dello sport già da bambini. Ma Riccardo Galia, piccolo parmigiano di dieci anni, sembra essere nato per questo.
E lo dimostrerà questo fine settimana quando rappresenterà l’Italia assieme ad altri due giovani piloti a rappresentare al Fim Junior Motocross World Championship, il campionato mondiale giovanile di motocross, in programma il 5 e 6 luglio a Romagné, in Francia. Un evento che richiama 38 nazioni da ogni continente e che rappresenta, per chi sogna una carriera nel motocross, un primo vero banco di prova a livello mondiale.
E Riccardo, nella sua categoria 65cc, ci arriva da protagonista: ha recentemente firmato la miglior prestazione su Gas Gas Mc-E 5 in una tappa europea, chiudendo settimo nella classifica generale, a pari punti col sesto. Un risultato che ha attirato l’attenzione di addetti ai lavori e appassionati, confermando che il piccolo parmigiano è già un talento.
Eppure, la storia di Riccardo sorprende ancora di più per com’è iniziata. Nessun padre pilota, nessun parente appassionato, neanche un affascinante moto polverosa nel garage: solo un bambino ostinato che a tre anni voleva, a tutti i costi, una moto. «Nessuno di noi va in moto - comincia a raccontare il padre, Andrea Galia - non sappiamo da dove sia nata questa passione. Ma lui la chiedeva di continuo. Alla fine gliel’abbiamo presa e ha iniziato a girare attorno a casa, noi lo seguivamo in bicicletta. Aveva tre anni. A sei ha fatto la prima gara ufficiale. Da lì è stato un crescendo, e lo abbiamo iscritto al Motoclub A.M. Crociati Parma».
Un crescendo fatto di chilometri, fango, salti e classifiche. Riccardo ha partecipato per tre anni al campionato europeo Ktm, pensato come avviamento al mondiale. Poi i campionati italiani e regionali. E adesso, il sogno mondiale: «Questo che si svolgerà in Francia è un evento importantissimo - prosegue il padre - ogni nazione schiera i suoi tre migliori. Non sappiamo se vincerà, ma già esserci per noi è una grandissima soddisfazione. È un’esperienza internazionale che lo arricchirà, sportivamente e umanamente». Ma Riccardo come la vive? «Con grande serenità - afferma il papà -. Si diverte, e questa è la cosa più importante. È seguito da un tecnico federale, lavora tanto, ma per lui resta un gioco. E noi, come famiglia, siamo felici soprattutto perché cresce in un ambiente sano, internazionale, che gli sta insegnando autonomia, rispetto e apertura al mondo».
Un bambino, una moto e, ora, un tricolore da rappresentare. In un mondo in cui lo sport giovanile spesso si confonde con pressioni e aspettative, la storia di Riccardo è quella di un talento che cresce per passione. Di un ragazzino che ama il motocross, lo vive con il sorriso e rappresenta Parma e l’Italia con orgoglio e semplicità. E questo, comunque vada, è già un carico da campione.
Ginevra Maria Bianchi
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata