L'Ausl rafforza le misure di prevenzione
L'allerta è massima, dopo la morte della 82enne di Latina per il virus West Nile, cui si sono aggiunti ieri un 86enne finito in terapia intensiva, sempre in Lazio, e una 62enne molto grave in Veneto. Ma non c'è per ora un'emergenza West Nile a Parma, anche se un caso di positività al virus è stato riscontrato tre giorni fa in un donatore di sangue asintomatico. Particolare che conferma la sicurezza alla donazione, per i controlli mirati sui volontari proprio in seguito all'allerta nazionale.
Quello scoperto pochi giorni fa è il primo caso di West Nile di quest'anno a Parma e provincia. L'anno scorso i casi confermati sono stati 11, così come nel 2023, ed erano stati 12 nel 2022. La nostra è una delle 15 province italiane dove è confermata la circolazione del West Nile. In Emilia Romagna, oltre che a Parma, a Ferrara, Forlì, Cesena, Reggio Emilia e Piacenza.
È proprio la scoperta della positività al West Nile in due pool di zanzare raccolti il primo luglio nel Comune di Alseno, in provincia di Piacenza, in una «trappola» che è riferimento per la sorveglianza anche per la nostra provincia, che l'Ausl di Parma ha innalzato a 2 il livello di rischio (probabilità di epidemia bassa/moderata) e aumentato le misure contro il virus.
In una circolare del 7 luglio, l'Ausl raccomanda alle istituzioni sanitarie e agli enti locali la lotta antilarvale, la prevenzione con adulticidi in caso di manifestazioni serali all'aperto, in modo da coprire la durata di tutto l'evento, e invita alla vaccinazione dei cavalli, fra gli animali colpiti dal virus.
La sorveglianza del ministero della Salute ha registrato, al 20 luglio, 10 casi d’infezione a livello nazionale, di cui sette nel Lazio, tutti nella provincia di Latina, uno a Novara, uno a Padova e uno a Modena. La presenza del West Nile è stata rilevata in 11 pool di zanzare, sette uccelli appartenenti a specie bersaglio e in un cavallo.
Ma come si trasmette il West Nile? «Il virus ha come vettore la zanzara infetta, della specie “culex”, ossia la zanzara comune, quella che gira la notte, da sempre presente nei nostri territori - spiega Silvia Paglioli, direttrice del servizio Igiene e sanità pubblica dell’Ausl di Parma - Dal 2008 queste zanzare hanno iniziato a veicolare il virus che prima non avevano mai veicolato. A fare da “serbatoio” sono gli uccelli, che si infettano e, a loro volta, infettano le zanzare».
La malattia, chiarisce Paglioli, non può trasmettersi da uomo a uomo: «Ciò può avvenire solo con una trasfusione di sangue o un trapianto d’organo infetti dal virus».
Il periodo più a rischio va da maggio ad ottobre, «ma i mesi più pericolosi sono luglio, agosto e parte di settembre. I soggetti più colpiti sono gli anziani che hanno già patologie pregresse o comorbilità, insomma soggetti già fragili. Nella mia esperienza queste persone muoiono con il West Nile, ma non per il West Nile», dice Paglioli.
I sintomi dell’infezione non sono facili da individuare, perché simili a quelli di un’influenza stagionale. «Può presentarsi febbre, a volte anche con rush cutanei, ma la stragrande maggioranza degli infetti è asintomatica. Sintomi neurologici sono sonnolenza, disturbi della vista, una cefalea importante. In caso di problemi neurologici ed encefalite, il centro di riferimento regionale è il Crrem (Centro di riferimento regionale per le emergenze) dell’ospedale Sant’Orsola a Bologna, dove vengono analizzati i campioni di sangue di liquido cerebrospinale per individuare anticorpi o virus».
Come prevenire? «Negli orari più a rischio, dal tramonto in poi, in cui è più probabile la presenza di zanzare, spruzzare repellenti sulla cute, ma anche sui vestiti, utilizzare zanzariere e curare i giardini in modo da non creare condizioni favorevoli allo sviluppo di zanzare».
La Regione ha anche avviato una campagna informativa e preventiva sul West Line: tutte le precauzioni disponibili inquadrando il QR Code a fianco.
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