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Tour tra le scuole

Gli studenti tornano in classe, tra emozione e curiosità

Gli studenti tornano in classe, tra emozione e curiosità

di Asia Rossi e Marta Mastio

16 Settembre 2025, 03:01

Itis e Giordani

«È stata dura tornare a puntare la sveglia ma è bello essere qui»

Il trillo della sveglia rompe l’incanto della notte, i sogni svaniscono e gli occhi degli studenti si riaprono sulla realtà. Così, tra la fine dell’estate e l’attesa di un nuovo anno, ieri davanti ai cancelli del Giordani e dell’Itis Leonardo Da Vinci è suonata la campanella che ha sancito il ritorno sui banchi.

Davanti agli ingressi i ragazzi si ritrovano: alcuni serrati nei gruppetti di sempre, altri «timorosi di non trovare l’aula giusta». Il risveglio pesa come un macigno: c’è chi confessa che «alzarsi di nuovo alle cinque è stato davvero duro» e chi ricorda con affetto che «ciò che mancava davvero erano i compagni».

Per i nuovi arrivati l’impatto è forte: il salto dalle medie alle superiori porta con sé entusiasmo e timori. Lucrezia e Jacqueline, 14 anni, hanno scelto l’Itis perché attratte dalle materie, ma non nascondono la preoccupazione: «All’inizio ci saranno difficoltà». Singh e Paul, 15 anni, guardano invece al futuro con determinazione: «Dal terzo anno vorremmo passare a meccanica».

Diversa la storia di Bajame, 15 anni, che ripete la prima e confida: «Spero di non rivivere l’isolamento e i litigi che hanno reso difficile lo scorso anno». I più veterani affrontano il ritorno con uno sguardo diverso, tra la sicurezza dell’esperienza e il «desiderio di crescere», come Lucia ed Eleonora, rispettivamente 14 e 15 anni. Francesco, 15 anni, ammette con semplicità: «L’anno scorso ero troppo menefreghista, ora voglio organizzarmi meglio sin da subito». Quest’anno però la campanella porta con sé anche le nuove regole: il divieto di smartphone, il voto in condotta che torna a fare media e una maturità rinnovata. Sul tema dei telefoni le opinioni divergono. Per Gioia, 17 anni, «si dovrebbe pensare a ristrutturare le scuole, non a vietare i cellulari». Altri credono invece che la regola «possa aiutare i ragazzi più introversi a integrarsi». Andrea, Francesco, Nico e Leandro ribaltano la prospettiva: «Piuttosto che vietarli, bisognerebbe insegnare a usarli in modo intelligente, trasformandoli in strumenti utili per lo studio e la crescita».

Anche la modifica sul voto in condotta divide: c’è chi lo considera «una sveglia necessaria», chi un invito al rispetto e chi scherza, come ricordano alcuni ragazzi del Giordani, sul fatto che «ora basterà una parola di troppo per rovinarsi la media».

Infine i maturandi, con l’esame di stato ormai all’orizzonte. Michael, 19 anni, lo affronta con coraggio: «Sono felice di cominciare, anche se la maturità sembra tosta». Più critico Ciro, 20 anni: «Il cambiamento dell’esame mi pare assurdo, ma non è la mia priorità». La sveglia continuerà a suonare ogni mattina, ma tra sogni lasciati sul cuscino e nuove sfide da affrontare, il vero risveglio sarà quello della scuola che ricomincia a vivere insieme ai suoi ragazzi.

Romagnosi e Marconi

Emozione e curiosità fra le new entry: «Sono impaziente di conoscere i compagni»

Attesa, esaltazione e frenesia per la campanella delle 7,55: c’è chi entra subito e chi, invece, preferisce rimanere fuori ancora qualche minuto prima di mettere piede a scuola.

Al liceo scientifico Marconi i ragazzi sono impazienti di entrare in aula per rivedere i vecchi compagni di scuola. Le nuove regole entrate in vigore in merito all’uso del telefono e il nuovo sistema di votazione suscitano malcontento nei ragazzi di quarta e quinta, a differenza di chi entra quest’anno.

Nei vari gruppi, accanto al portone dell’ingresso, c'è emozione ma anche agitazione: «Sono contento di rivedere i vecchi compagni di classe. L’idea di non poter usare il telefono non mi spaventa anche se penso ci possano essere altri modi per contrastarne l’uso» dice Davide, che oggi andrà in terza superiore assieme all’amico Federico: «Il rientro dopo le vacanze è sempre un po’ difficile ma abbiamo voglia di riprendere i vecchi ritmi. Conosceremo anche nuovi professori, nutriamo buone speranze. Ma sarà stancante riprendere a studiare».

L’entusiasmo si avverte maggiormente nei ragazzi che iniziano la prima superiore: «Sono emozionata, non so cosa mi aspetta! Già dalle scuole medie ci hanno abituati a non usare il telefono in classe, quindi questa regola non mi preoccupa, nemmeno il nuovo sistema di votazione, anche se potrebbe risultare un po’ rigido» dice Elsa.

E poi c'è Chloe che esprime il suo stato d’animo: «Conosco solo una persona della mia classe, ho un po’ d’ansia perché inizialmente ero indecisa sulla scelta della scuola. Per il nuovo sistema di votazione penso sia importante impegnarsi sin dall’inizio, in modo tale da non avere problemi alla fine. Il divieto dell’uso del telefono, a cui ero abituata già dalle scuole medie, non mi spaventa. Sono dell’idea che la scuola serva anche per socializzare senza i social».

Al liceo classico linguistico Romagnosi troviamo Sofia, che affronta questa giornata importante con ottimismo: «Sarà bello conoscere i compagni, saremo 23 o 24, la nuova regola sul telefono mi è indifferente, non l’ho mai usato in classe e non ho mai sentito il bisogno di farlo».

Anche per Leonardo oggi è il grande giorno: «Sono un po' nervoso, conosco già qualcuno e sono contento di iniziare».

Anche lui si esprime sulla regola degli smartphone: «Sono d’accordo, a scuola bisogna concentrarsi, a me non crea alcun problema».

Asia Rossi

Marta Mastio

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