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Scomparso

Vito Copelli, volontario doc con il cuore gialloblù

Vito Copelli, volontario doc con il cuore gialloblù

23 Settembre 2025, 03:01

Il lavoro, il Parma Calcio, il volontariato di comunità, e la famiglia al primo posto: questi i tratti che hanno segnato l’intera vita di Vito Copelli, che se n’è andato nei giorni scorsi a 79 anni, dopo una lunga malattia.

Nato a Parma, Vito è cresciuto a Enzano di Sorbolo. Il padre faceva il sarto e il campanaro a tempo perso, la mamma faceva la mondina nelle coltivazioni di riso. A 12 anni Vito era garzone di bottega, poi lavorò a lungo come operaio nell’azienda metalmeccanica Battioni & Pagani, e nel 1978 passò alla Ferramenta Bergamini a Mezzano Inferiore: «Per oltre quarant’anni - dice il figlio Luca - la Ferramenta è stata la sua seconda casa. Ci ha lavorato fino al 2019, accumulando un totale di 60 anni di lavoro. Non stava mai fermo, ha sempre inseguito le sue passioni. Per tanti anni ha prestato attività come volontario al circolo Anspi, nella parrocchia di Coenzo. L’altra sua grande passione era il calcio, anzi il Parma Calcio. Ha fondato il club Gigi Apolloni, e Gigi gli è stato vicino anche negli ultimi difficili mesi di vita. E ha partecipato a tante trasferte con il Coordinamento, al punto che ha superato persino la paura del volo per seguire la squadra. Amava la montagna, meta preferita delle sue vacanze, e metteva la famiglia al primo posto».

Vito amava più fare che apparire. La conferma arriva dalla parrocchia di Coenzo e dal Coordinamento di Parma Club. «Vito Copelli - dice Umberto Bianchi - era conosciutissimo nella comunità coenzese, di cui è stato un animatore infaticabile, un trascinatore dei “Baloss” del circolo Anspi e di tutta la parrocchia. La sua è stata una vita spesa senza risparmio, non solo per Angela, compagna di una vita, e per i figli, ma per il lavoro, il volontariato, l’inguaribile passione per il Parma Calcio, la generosa disponibilità verso tutti. Era una persona umile, gentile, carica di un contagioso entusiasmo, dotato di una professionalità e di uno spirito di intraprendenza ampiamente dimostrati nei lunghi anni trascorsi come collaboratore della Ferramenta Mezzanese».

Sul suo rapporto con la comunità insiste anche il sindaco Nicola Cesari, che lo definisce «colonna della comunità coenzese, persona d’altri tempi, dalla grande tempra», e ricorda che «ogni volta che si parlava con lui di pallone, era una piacevole e scherzosa discussione».

Vito aveva il Parma nel cuore: «Con Vito siamo amici da 40 anni - afferma Giorgio Iotti del Coordinamento - il nostro era diventato un legame indissolubile, cementato da trent’anni di trasferte insieme e da vent’anni nel Coordinamento dei club. Ricordo con emozione un altro calcio: i pranzi in autogrill, con il pullman della squadra che si fermava a salutarci, e lui sempre impegnato per preparare e distribuire i pasti. Fino a due anni fa è stato attivissimo nel Coordinamento, lavorava dietro le quinte, ma dava un contributo prezioso». Anche Angelo Manfredini, presidente del Coordinamento, parla di Vito come «una persona straordinaria, che pensava sempre al prossimo, anche oltre il tifo calcistico». «Ma - ricorda - nelle sue vene correva sangue gialloblù. Era una colonna del Coordinamento, un consigliere-factotum. E ricordo con commozione le piacevoli serate in compagnia e le grigliate a Coenzo, nel parco di casa sua».

Nel ricordo non può mancare la voce di Gigi Apolloni: «Vito era un uomo straordinario: marito, padre, volontario, tifoso, un esempio di vita. Sono orgoglioso che abbia voluto dedicare un club al mio nome. In quella squadra di campioni non ero certo fra i più celebrati, e lui mi ha fatto capire il valore della semplicità. Aveva un amore spropositato per il Parma Calcio, che considerava quasi come una seconda famiglia. L’ho salutato una settimana fa, mi ha riconosciuto, lo porterò sempre nel cuore». Vito Copelli lascia la moglie Angela e i figli Luca, Debora e Francesca. La cerimonia funebre si terrà oggi alle 14,30 nella chiesa di Coenzo.

Antonio Bertoncini

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