VIOLENZA
Nel portafoglio conservava ancora la carta d'identità e la tessera sanitaria della moglie che se ne era andata ormai da qualche tempo. Un uomo solo. A 82 anni, ancorato a quell'unico tesoro che gli era rimasto: il ricordo della donna con cui aveva passato la vita. E anche un grande peso sul cuore: un figlio con un grave disagio psichico. Ma quel pomeriggio di settembre del 2021 tutto era stato così inaspettato. E sconvolgente. Il figlio era entrato in casa sbattendo la porta, aveva cominciato a insultare e spintonare il padre, fino a farlo cadere sul divano. Gli aveva rifilato due schiaffoni, poi aveva afferrato il portafoglio posato sul tavolo del soggiorno ed era fuggito. Accusato di rapina pluriaggravata, l'uomo - 51enne, parmigiano, ma residente in Liguria - ieri è stato condannato a 2 anni e 8 mesi, come richiesto dal pm Domenico Galli.
C'erano solo un paio di banconote nel portafoglio: 40 euro in totale, oltre al bancomat che l'anziano aveva subito bloccato e a quella foto della moglie in una carta d'identità ormai consunta. L'aveva vissuto come un tradimento, ancora più dei soldi spariti o degli schiaffi, il gesto del figlio, anche se, come aveva poi raccontato ai poliziotti che erano intervenuti, da una decina d'anni i rapporti tra i due erano piuttosto difficili.
Eppure, non era una visita inaspettata. Il figlio, che vive lontano da Parma da una decina d'anni, sarebbe dovuto passare per prendere alcuni suoi quadri che erano rimasti nella casa di famiglia. Si era accordato sull'appuntamento. Ma quando si era presentato, il padre l'aveva fatto attendere sul pianerottolo mentre andava a recuperare i quadri in un'altra stanza. Insomma, era rimasto ad attendere un po' davanti alla porta chiusa. Aveva anche cominciato a suonare con insistenza il campanello, e appena l'anziano aveva aperto, aveva fatto irruzione. Urlava e chiedeva soldi. Il padre aveva cercato di spingerlo fuori, ma con una spinta era stato catapultato sul divano. Mentre lui se ne andava via con alcune tra le sue cose più care.
G.Az.
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